Pubblicato: ven, 18 Ott , 2013

Puglia, al via la prima edizione de “I luoghi della legalità”

Dal 18 al 27 ottobre un festival per ricordare le vittime delle mafie attraverso le forme dell’arte, del fumetto, del cinema, della musica, della letteratura e del teatro

 

locandina_eventoPrenderà il via oggi la prima edizione del festival “I luoghi della legalità”, organizzato da Libera Puglia e dal MomArt – Motore Meridiano per le Arti, con la Regione Puglia (Assessorato alle politiche Giovanili), l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, il Comune di Adelfia e il Comitato regionale Arci Puglia.

Nove giornate dedicate ai temi della legalità e dell’antimafia sociale esplorati attraverso le forme dell’arte, del fumetto, del cinema, della musica, della letteratura e del teatro, capaci di arrivare in maniera immediata a un pubblico che vuol essere di giovani e giovanissimi, ma non solo. La lunga maratona di eventi vedrà infatti alternarsi fra le città di Bari e Adelfia, da venerdì 18 a domenica 27 ottobre, iniziative fra le più varie rivolte sia alle scolaresche sia al pubblico tradizionale e ogni giornata sarà simbolicamente dedicata alle vittime della criminalità organizzata.

Si inizia con Carmela Cirella, morta suicida a 13 anni il 15 aprile 2007 a Taranto dopo che per quattro giorni era stata stuprata da cinque ragazzi, due minorenni e tre maggiorenni. Si prosegue con Lea Garofalo, ricordata il 19 ottobre, stesso giorno in cui i suoi funerali saranno celebrati a Milano. E poi Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993; tutte le donne vittime di violenza, di mafia, di sopraffazione (21 ottobre); Giovanni Panunzio, l’imprenditore ucciso il 6 novembre 1992 perché,  a Foggia, si era rifiutato di pagare il pizzo; Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani; gli amministratori onesti vittime delle mafie; tutti coloro che perdono la vita nei non-luoghi. La giornata conclusiva del festival sarà infine dedicata a tutte le vittime innocenti delle mafie di cui ancora non conosciamo il nome.

«L’intenzione – spiega Alessandro Cobianchi, referente regionale di Libera Puglia – è quella di alzare la qualità del dibattito, senza voli pindarici, ma incasellando la riflessione sulla condizione delle città. […] I luoghi della legalità sono spazi fisici e di pensiero per praticare l’antimafia sociale. Ogni luogo simbolo della violenza mafiosa può essere liberato attraverso la trasformazione di ville, terreni, appartamenti, un tempo corrosi dal denaro ricavato in modo illecito, in strumento di partecipazione e di inclusione sociale. Ma non basta. I beni confiscati vanno difesi e protetti perché simbolo di una comunità finalmente libera, un compito che non può spettare solo a pochi eletti, agli addetti ai lavori o a eroi solitari. La legalità è uno strumento, ma la meta è la giustizia sociale». «Tuttavia – afferma ancora Cobianchi – non basta essere sul pezzo, cavalcare l’onda mediatica. Quello che ci proponiamo con questo festival è aprire un dibattito sui territori e per i territori, e raccontare le reazioni in positivo che sono nella società». Raccontare, dunque, ma con «linguaggi nuovi e diversi, universalmente comprensibili e immediati».

 

Per consultare il programma completo: Festival “I luoghi della legalità”

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