Pubblicato: ven, 26 Mar , 2021

Tribuna internazionale – Legge «separatismo»

Di fronte al regresso della democrazia in Francia, facciamo risuonare il motto (Libertà Uguaglianza Fraternità) nell’Europa e nel mondo.

 

     Da diversi anni la democrazia sembra arretrare un po’ ovunque nel mondo, sembra in pericolo, e non mantenere le sue promesse di uguaglianza e di garanzia delle libertà. I governi autoritari, conservatori o di estrema destra sono al comando in molti paesi e con loro numerose restrizioni dei diritti fondamentali e una repressione degli attori e delle attrici della società civile. La recente sconfitta di Trump negli Stati Uniti non significa ancora un’inversione di questa tendenza.

In Brasile, Jair Bolsonaro cerca di mettere in costante soggezione le associazioni e i movimenti; in India, Nerandra Modi reprime il movimento contadino definendolo terrorista e reprime le minoranze religiose cristiane e musulmane con leggi discriminatorie e discorsi odiosi ; in Thailandia, centinaia di giovani sono incarcerati per aver partecipato a manifestazioni che chiedono più democrazia; in Russia, Putin mette migliaia di cittadini in carcere durante manifestazioni a sostegno di Alexei Navalny; la giunta golpista in Birmania fa sparare sulla folla…

La Francia – culla dei diritti umani promulgati nel 1789 – sta forse per entrare nel campo dei paesi in cui la democrazia è indebolita dal potere stesso? Purtroppo, in questo paese si registrano violente violazioni dei diritti fondamentali e un regresso democratico. La Repubblica francese e il suo motto «libertà, uguaglianza e fraternità» subiscono brutti colpi da parte di coloro che dovrebbero salvaguardarli e promuoverli: il Presidente della Repubblica, il suo governo e una maggioranza di parlamentari francesi.

Dal 2015, una serie di leggi sulla sicurezza è stata promulgata in Francia. Esse pretendono di rispondere all’ondate di emozioni causata dai terribili attentati del 2015 fino alla decapitazione di un professore nella regione parigina o all’attacco di una chiesa a Nizza nel 2020. Queste leggi si accumulano senza valutare la loro efficacia, mentre i loro effetti perversi sullo Stato di diritto o sulle persone di confessione musulmana sono ampiamente dimostrati. I successivi governi francesi si chiudono in una preoccupante dipendenza dagli «stati di emergenza», ormai promulgata per far fronte alla pandemia di covid.

Attualmente discusse al Parlamento francese, la legge «sicurezza globale» e la legge che riguarda «il rispetto dei principi della Repubblica», detta anche «legge contro il separatismo», costituiscono un attacco senza precedenti ai pilastri della Repubblica Francese che minacciano diversi diritti fondamentali. Il Consiglio di Stato – il più alto tribunale amministrativo – aveva tuttavia avvertito : « Le misure del progetto [di legge contro il separatismo] riguardano praticamente tutti i diritti e le libertà civili costituzionalmente e convenzionalmente garantiti, e i più eminenti di essi: libertà di associazione, libertà di coscienza e di culto, libertà di riunione, di espressione, di opinione, di comunicazione, libertà di stampa, libera amministrazione degli enti territoriali, libertà di insegnamento, libertà di matrimonio, libertà d’impresa, libertà contrattuale». Lo spirito stesso di questa legge, il cui obiettivo annunciato era di lottare contro l’islamismo radicale, si è rapidamente trasformato nell’espressione di un’ideologia del sospetto generalizzato e del controllo. Questa legge contiene un formidabile arsenale giuridico che potrà essere utilizzato contro tutte le persone fisiche o giuridiche che disturbano gli interessi dello Stato con le loro attività, i loro propositi o la loro religione. Le persone musulmane, o percepite come tali, così come le associazioni e gli attivisti che difendono i loro diritti e libertà sono colpiti in primis. La storia dimostra che i poteri autoritari sanno utilizzare questo tipo di legge per reprimere ancora più ampiamente.

Oltre all’evidente trappola che rappresenta per la democrazia francese, questa legge contro il separatismo, nonché la legge sicurezza globale, costituiscono delle minacce per la libertà nel mondo. Quale messaggio di esemplarità intendono inviare il Presidente Emmanuel Macron, il suo governo e i parlamentari francesi in un momento in cui le popolazioni soffrono di un regresso globale dei diritti umani, delle libertà e della democrazia in decine di paesi?

Questa congiuntura negativa mondiale ha tuttavia il merito di evidenziare il ruolo chiave di contro-potere delle società civili e dei movimenti sociali che lottano contro le derive autoritarie e di sicurezza. In Francia, numerose voci si accordano e si levano contro la deriva autoritaria nella quale si iscrive attualmente il governo francese. Associazioni e collettivi di cittadini, sindacati, magistrati/e e avvocati/e, accademici e giornalisti/e organizzano la protesta, sostenuti da centinaia di migliaia di cittadini/e, che protestano per le strade o online.

In un mondo globalizzato, la necessità di oltrepassare le frontiere e far giocare la solidarietà internazionale non è più da dimostrare. Se la società civile francese lotta, la comunità internazionale deve agire e sostenerla, denunciando queste violazioni dei diritti umani e delle libertà. Noi, osservatori attenti della società francese, legati alla forza del suo motto, dobbiamo avvertire quando le fondamenta del vostro Stato di diritto vacillano. Esortiamo il presidente Macron e il suo governo ad abbandonare le leggi sulla sicurezza globale e contro il separatismo in modo che la difesa della libertà, l’uguaglianza e la fraternità abbiano ancora un senso di attraverso l’Europa e il mondo.

https://lemouvement.ong/loiseparatisme/

Di

- Direttrice responsabile della testata giornalistica 100 Passi. Giornalista esperta in nuovi diritti, salute e sanità. Appassionata di cinema e di buone letture. Membro eletto del Collegio dei Probiviri della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

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