Pubblicato: mer, 4 Dic , 2013

Terra dei fuochi: CdM introduce il reato di combustione illecita dei rifiuti

Per Letta si tratta di una “risposta forte e netta” all’emergenza

 

  tossici_Il consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto legge sulla Terra dei fuochi. “Per la prima volta, le istituzioni nazionali, il governo, lo Stato nel suo complesso – annuncia con soddisfazione il premier Letta in conferenza stampa – hanno affrontato questa emergenza sotto tutti i punti di vista, quello sanitario, ambientale, del rilancio economico delle produzioni agricole e, soprattutto della salute dei cittadini”. Il governo ha messo a punto un provvedimento che riforma i reati ambientali, introducendo una nuova fattispecie criminosa, e fronteggia il gravissimo allarme sociale sullo stato di contaminazione dei terreni agricoli campani. Il decreto dovrà essere convertito “dal Parlamento, ma è legge già da oggi”, avverte il premier, sottolineando che si tratta di una “risposta senza precedenti, forte, netta” a un’emergenza nazionale. L’obiettivo perseguito attraverso la legislazione d’urgenza, conclude Letta, è quello di “recuperare il tempo perduto”.

  Bruciare rifiuti abbandonati o depositati in aree non autorizzate, adesso, è reato. Quello di combustione illecita. Un delitto, non più una contravvenzione, punito con la reclusione da due a cinque anni. Pena aumentata, nel massimo, fino a sei anni, se i rifiuti dati alle fiamme sono pericolosi. Costituiscono un’aggravante i roghi appiccati nell’esercizio di un’attività di impresa o di un’attività organizzata e se gli scarti sono dati alle fiamme su territori già in sofferenza per l’emergenza. La norma prevede, inoltre, la confisca dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e quella delle aree sulle quali è commesso il reato se sono di proprietà dell’autore o del compartecipe.

  “Lo Stato, commenta il ministro dell’Ambiente Orlando, ha gettato le premesse per conquistare la fiducia della popolazione in quei territori e ha affermato un principio fondamentale: la tutela dell’ambiente è tutt’uno con la lotta alla criminalità organizzata”. Gli amministratori locali non avranno più alibi, “nessuno potrà dire: io non sapevo”, spiega Orlando, poiché l’autorità giudiziaria, anche in corso di indagine, darà informazione ai sindaci sui terreni contaminati e sugli sversamenti illegali. Le amministrazioni competenti dovranno, allora, adottare immediatamente provvedimenti per la bonifica dei terreni o per l’inibizione della distribuzione dei prodotti agricoli che lì sono coltivati.

  Entro 150 giorni, assicura il governo, sarà monitorato e accertato lo stato di inquinamento dei terreni e saranno classificati i suoli. Il ministro dell’Agricoltura De Girolamo, mette in evidenza l’importanza dei risultati delle indagini tecnico – scientifiche che “ consentiranno di perimetrare definitivamente i terreni e classificarli come food o no food”, coltivabili oppure no, “così da superare la confusione e la paura che tutti i prodotti della Campania siano contaminati e che tutti i terreni destinati all’agroalimentare della regione siano pregiudicati da gravi fenomeni di inquinamento. Anche solo impedire l’accesso ai terreni per le indagini scientifiche, chiosa il ministro, comporterà l’inserimento dei suoli tra quelli “no food”.

  Il provvedimento del consiglio dei Ministri ha disposto inoltre l’accelerazione e la semplificazione degli interventi necessari, ha previsto risorse indispensabili per le bonifiche. Quei territori sono a forte condizionamento criminale e, quindi, su richiesta dei prefetti, sarà possibile anche l’intervento dell’esercito.

 Ad accendere i riflettori sull’emergenza della Terra dei fuochi, che non è un fenomeno a sola rilevanza locale, è stata la grande mobilitazione dei cittadini. Il Movimento cinque stelle ne ha recepito istanze e timori e ha portato in Parlamento una mozione, votata all’inizio di novembre. “Attendiamo il testo ufficiale per verificarne il contenuto”, commenta infatti sul profilo Facebook Luigi Di Maio, primo firmatario della mozione M5S. “Attendiamo per verificare soprattutto se sono stati recepiti i provvedimenti approvati dal Parlamento. Per il governo è l’ultima occasione dopo vent’anni di “omertà di Stato”. Se sarà uno spot anche stavolta, per me la Campania deve iniziare uno sciopero fiscale. Il biocidio va fermato a tutti i costi”. E conclude, lui che è campano: “abbiamo già subito troppe umiliazioni”.

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