Pubblicato: gio, 13 Ago , 2015

Svalutato lo yuan cinese.

La Cina frena ancora, le Borse del mondo aprono tutte in rosso.

– di: Anna Zhang

E’ come il motore di un’auto, che arrivato al limite della propria potenza, se gli si chiedesse di accelerare ancora, l’unica risposta che potrebbe dare sarebbe di fondere. La locomotiva dell’economia cinese non può più tenere, come richiederebbero le follie della crescita continua, i capitali fuggono massicciamente, il governo del primo ministro Li Keqiang e la Banca centrale di Pechino cercano di correre ai ripari svalutando la moneta e allentandone l’aggancio con il dollaro in ascesa.

cina scarpeLa crisi cinese è un campanello d’allarme per tutto il mercato globale. Le Borse, colte all’improvviso dalla notizia, aprono tutte in negativo. Accusano forti perdite, ad esempio, i titoli dei gruppi automobilistici che avevano puntato sulla Cina, così come quelli delle materie prime, scende il prezzo del petrolio, e i prodotti di lusso: il tessile italiano ha di che stare preoccupato, il titolo Prada ne soffre e cala del 4,2%, Ferragamo chiude perdendo il 5,50%.

La decisione di Pechino, dunque, è la maggiore svalutazione dello yuan degli ultimi vent’anni e venuta dopo avere, nei giorni scorsi, consumato parte delle riserve per tenerne fermo il livello. L’esecutivo ha due propositi: favorire le esportazioni ma frenare anche il deflusso di capitali, due obiettivi che apparirebbero configgere. La mossa è stata definita “una tantum”, ma la stessa Banca centrale ha affermato che da ora in avanti il cambio, fissato con rigidità, terrà più conto dei meccanismi di mercato aprendo pertanto la strada a un ulteriore deprezzamento.

Se la Cina rallenta decisamente, il resto del mondo non ride. La Germania, pur’essa, non sta al meglio, l’indice tedesco Zew sulle aspettative economiche s’abbassa da più mesi. Le valute di Australia, Sud Corea e Singapore, pur’esse, si sono deprezzate. Tirano gli Stati Uniti, ma non è improbabile che la sua economia possa risentire conseguenze dalla crisi cinese, e comunque è come per la coperta corta in questo momento nel mercato capitalistico, se si ripara una parte, si scopre un’altra, l’equilibrio nel liberismo è perfino più utopico dell’eguaglianza nel collettivismo.

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