Pubblicato: dom, 29 Ott , 2023

SS106 jonica: ombre su una delle opere più importanti per il sud

stanziati fondi per 3 miliardi, ma manca il controllo sulla gestione

La ss106 percorre tutta la costa jonica attraversando Calabria, Basilicata e parte della Puglia. Costituisce una direttrice di traffico di rilevanza nazionale ed internazionale, ma la politica italiana è timida nell’avanzare migliorie al sud, come per la Salerno-Reggio Calabria, un’altra direttrice indispensabile lasciata in condizioni catastrofiche.

Ad ottobre è stato firmato dal ministro Salvini un decreto che attribuisce poteri di spesa per 3 miliardi di euro in 15 anni per la Superstrada SS 106 Ionica in Calabria al Commissario Straordinario (ex Ad di Anas) Massimo Simonini.
Simonini, però, è attualmente indagato per corruzione per altri fatti a Roma, con Tommaso Verdini che è cognato dello stesso ministro Salvini. Il ministero delle infrastrutture specifica che il commissario è solo indagato e non condannato.

Simonini era già stato nominato dai precedenti governi commissario per la SS 106 Ionica e della E78 (Fano-Grosseto). Il ministro Salvini ha dunque confermato le nomine dei predecessori. Secondo i pm di Roma e dalle risultanze investigative, però, emergono rapporti penalmente rilevanti tra Simonini e Verdini.

Il Decreto interministeriale (concertato anche dal ministro dell’Economia) sulla Statale 106 del 16 ottobre 2023, è stato siglato da Salvini e Giorgetti. La legge di Bilancio del governo Meloni, a dicembre 2022, aveva stanziato 3 miliardi da qui al 2037 per i lavori da Sibari a Catanzaro, una delle opere più importanti della Calabria. A febbraio 2023, si legge nel decreto, il Commissario Simonini ha trasmesso al ministero “un quadro completo e aggiornato dei lotti in corso di realizzazione e da realizzare con indicazione per ciascun lotto, dei relativi costi, dello stato progettuale o realizzativo e delle risorse disponibili nonché il cronoprogramma”. Poi con altre note recenti il Commissario ha aggiornato il progetto: 100 milioni di spesa per il biennio 2023-2024; 100 milioni all’anno per il 2025 e 2026, 150 milioni per il 2028; 200 milioni all’anno fino al 2031 e via salendo.

Chi dovrà gestire queste ingenti risorse è Massimo Simonini, indagato per corruzione dalla Procura di Roma con Vito Bonsignore, ex politico e imprenditore del settore stradale, Tommaso Verdini e Fabio Pileri, socio di quest’ultimo in una società di consulenza. Dalle risultanze investigative emergerebbe che Pileri e Verdini Jr promettevano a pubblici ufficiali di Anas, come Simonini, “il loro intervento o comunque il peso politico-istituzionale delle loro conoscenze per favorirne la riconferma in Anas in posizioni di vertice o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati di società private o di organismi di diritto pubblico” e in cambio ottenevano la “messa a disposizione delle funzioni pubbliche rivestite all’interno di Anas dal Simonini e (…) per favorire la definizione di progetti e transazioni a cui erano interessati imprenditori a loro vicini”. Si specifica che la presunzione di innocenza va garantita a tutti, le indagini sono in corso e non se ne conosce l’esito.

Le ffoo hanno documentato e intercettato diversi incontri tra i soggetti indagati, in uno dei quali ci sarebbe stata anche la consegna di documenti riservati. La Gdf ha sequestrato in un ufficio postale di Roma un plico in partenza che conteneva il “rapporto di internal Audit” dell ’Anas di 44 pagine sulla strada Ragusa-Catania e la E45 da Orte a Mestre.

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