Pubblicato: gio, 13 Mar , 2014

Sonia Alfano richiama l’attenzione dell’Ars su beni confiscati

Il Presidente della Commissione Antimafia Europea ha chiesto all’Assembea regionale siciliana che si attenzionino le vicende legate ai beni confiscati alla mafia. Ha poi parlato di tutela nei confronti dei testimoni di giustizia, portando il caso di Ignazio Cutrò e di chi, come il  sindacalista Vincenzo Liarda, è impegnato nella lotta alla mafia
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Il Presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano

Il Presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano ha chiesto l’intervento della Commissione Antimafia dell’Ars perché si occupi del destino dell’azienda Gruppo 6 Gdo di Castelvetrano, confiscata alla mafia, e che rischia di chiudere. La deputata al Parlamento europeo, ha dichiarato: «Ho auspicato anche che la Commissione avvii un monitoraggio su tutte le altre aziende confiscate o sotto amministrazione giudiziaria in Sicilia e in difficoltà economiche».

Dopo l’audizione in Commissione Antimafia dell’Ars, presieduta da Nello Musumeci, Sonia Alfano, che ricopre anche la carica di eurodeputato del gruppo Alde, fa il punto e chiede «che all’incontro che si terrà la prossima settimana con l’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati sul destino dell’azienda di Castelvetrano, sia presente anche la Commissione Antimafia dell’Ars.  Mi auguro che il presidente Musumeci e i commissari possano interessare la Giunta regionale perché si occupi del destino della Gruppo 6 Gdo».

L’eurodeputato del gruppo Alde col senatore Giuseppe Lumia e il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, proprio ieri ha incontrato l’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati per avere aggiornamenti sulle trattative per l’acquisto dell’azienda confiscata.

Al presidente Musumeci e ai componenti della Commissione la parlamentare ha chiesto anche di sentire le associazioni dei familiari di vittime innocenti della mafia e ha aggiunto: «Ho poi sottoposto alla Commissione il caso dei testimoni di giustizia che attendono ancora l’approvazione da parte del ministero dell’Interno del decreto attuativo che consenta la loro assunzione nella pubblica amministrazione». Sonia Alfano ha chiesto inoltre che la Regione si faccia carico delle vicende di alcuni testimoni di giustizia, come Ignazio Cutrò, l’imprenditore che ha deciso di restare a Bivona e che da quando è testimone di giustizia, non ha più potuto lavorare e non è in condizione di ottenere la certificazione Durc necessaria per aver affidate commesse pubbliche. Un’appello è stato lanciato anche affinché vengano verificate le condizioni di sicurezza del sindacalista della Cgil Vincenzo Liarda, che a Polizzi Generosa è considerato dalle cosche mafiose elemento di fastidio per le sue iniziative legate alla confisca e alla gestione del feudo Verbum Caudo.

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