Pubblicato: dom, 13 Apr , 2014

Siria: ancora armi chimiche

Regime e ribelli si accusano a vicenda sull’utilizzo di armi chimiche, mentre si è scoperto che in agosto furono i ribelli ad usare i gas

SIRIA-ARMI-CHIMICHE-6Si ritorna a parlare dell’uso di armi chimiche in Siria. Le due fazioni si accusano a vicenda di aver usato gas letali nelle scorse giornate. Secondo il regime ad usare le armi vietate sarebbero stati i militanti del Fronte Al Nusra che a Kfar Zeita avrebbero causato, con il gas cloro, 2 morti e 100 feriti. I ribelli rispondono, invece, che sarebbero state le forze governative a ricorrere alle armi chimiche, a Kfar Zeita e nei sobborghi di Damasco, causando 7 morti totali.

La comunità internazionale, che pur era sul procinto di intervenire in autunno e che ora sta smantellando parte dell’arsenale chimico siriano, è abbastanza scettica sull’episodio in questione. Non tanto sull’uso effettivo di gas letali, anche se una fonte dell’intelligence israeliano, citata dal The Guardian, parla di pesticidi e non di gas nervino, quanto sugli autori dell’attacco. I ribelli, infatti, si stanno rivelando efferati come i governativi e se all’inizio delle proteste la maggioranza degli anti-Assad erano attivisti democratici, ora la gran parte delle forze è composta da gruppi terroristi jihadisti e in parte anche da criminali e mercenari al servizio di boss locali.

L’attacco di Kfar Zeita arriva, tra l’altro, pochi giorni dopo lo scoop sulle armi chimiche del premio Pulitzer Seymour Hersh. Il giornalista americano avrebbe scoperto che l’attacco con il gas dell’agosto scorso, le cui immagini indignarono il mondo, non fu condotto dalle truppe di Assad ma dai ribelli con l’aiuto della Turchia. Il piano di questi e di Erdogan era di far addossare la colpa ai governativi in modo da portare la Nato e l’Onu ad intervenire contro il regime, in aiuto dei ribelli che in quel momento sembravano andare incontro ad una certa sconfitta. Il mancato intervento Nato, secondo la ricostruzione di Hersh, sarebbe motivato dal fatto che i servizi segreti occidentali avrebbero scoperto l’inganno ma, non potendo denunciare pubblicamente l’alleato turco, si sarebbe motivato il dietrofront con l’accordo, trovato apparentemente a sorpresa, con la Siria e la Russia per smantellare l’arsenale chimico di Assad.

Dimostrazione ulteriore, questa, che lo scenario siriano è tra i più complessi visti. Un regime criminale in guerra con ribelli altrettanto sanguinari; difficile, se non impossibile, riuscire ad intervenire per garantire la popolazione civile vittima indifesa e innocente di quasi tre anni di guerra.

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