Pubblicato: sab, 29 Dic , 2012

Roma, niente palazzo in centro per Casapound

L’opposizione capitolina blocca il dono di Alemanno ai fascisti di Iannone che si consolano con due casali dentro un parco.

 

NEWS_87257(Di Checchino Antonini) Bloccato in Aula Giulio Cesare l’acquisto da parte del Comune di Roma del palazzo di Via Napoleone III occupato da Casa Pound, i “fascisti del III millennio”. Doveva essere un regalo di Alemanno al vivacissimo e controverso gruppo di “squadristi”, dentro cui muove i primi passi suo figlio, protagonista negli anni sia di provocazioni spettacolari sia di episodi di violenza nei confronti di studenti, militanti politici e rappresentanti delle istituzioni. La permuta dell’immobile avrebbe comportato una spesa nel bilancio comunale di ben 11,8 milioni di euro, una cifra enorme se paragonata ai drammatici tagli imposti dalla Giunta Alemanno ai servizi sociali, alle politiche abitative e alle misure di crescita della città. E’ uno dei capitoli più costosi della parentopoli di Alemanno: un malcostume che comprende le assunzioni di parenti e amici – molti dei quali provenienti dal torbido mondo del terrorismo di destra – nelle aziende comunali, la svendita e la privatizzazione del patrimonio pubblico dei romani, lo scippo degli appalti per i servizi ai tossicodipiendenti alle cooperative storiche in favore di cooperative “amiche”. «Oggi questo scempio è stato impedito: gli amici di Iannone rimarranno senza alcun regalo sotto l’albero», commenta Andrea Alzetta, consigliere comunale legato ad Action. Sarà invece acquisita l’area verde del Forte Prenestino, uno spazio che nei suoi molti anni di esistenza e di attività, ha dimostrato di essere un punto di riferimento per la socialità e la produzione culturale indipendente nella città. Ma il 2012 è stato comunque un anno fruttuoso per i fascisti del III millennio. Se sembra dileguarsi l’idea di un palazzo in centro, ci sono comunque tre ettari di Parco, un boschetto e due grandi casali antichi e diroccati in quarto municipio. L’accordo siglato fra Alemanno e il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli risale a maggio ma il minisindaco pochi istanti fa ha detto di non saperne nulla. La grande distesa verde si trova fra Porta di Roma e le ultime terre dell’agro romano, in pieno Parco della Marcigliana. E’ un’area di proprietà del Comune e affidata a Iannone e soci che avevano occupato uno stabile nel quartiere e veder finire sotto processo uno dei suoi esponenti di punta, Alberto Palladino, accusato di aver picchiato insieme ad altri, il capogruppo del Pd locale Paolo Marchionne e altri giovani democratici locali. Ufficialmente nel documento non compare il nome di Casapound, ma l’affidatario è legato al leader dei fascisti del terzo millennio Gianluca Iannone. Con lui è stato imputato e poi prosciolto per il pestaggio di un carabiniere a Predappio. L’Isola delle Tartarughe, la sigla dell’affidatario, è la onlus per cui transita il 5 per mille destinato a Casapound. La decisione di affidare “due fabbricati rurali” e “un’area circostante di circa 30 mila mq” avviene con un rimando all’ordinanza sindacale n. 2 del 23 maggio 2011 (protocollo 23569). Un atto che non compare nel registro degli atti pubblicati sul sito del Comune di Roma, poiché emanata dall’assessorato al Patrimonio e non dalla giunta Alemanno.

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