Pubblicato: ven, 6 Giu , 2014

Provenzano resta in carcere. Cassazione: «Quadro clinico stabile»

No al differimento della pena per il boss di Cosa nostra detenuto a Parma

 

bernardo-provenzano-malato-in-carcereSono state depositate ieri le motivazioni relative all’udienza dello scorso quattro aprile, al termine della quale il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha confermato il No al differimento della pena per Bernardo Provenzano, dopo aver «debitamente valutato» le più recenti relazioni sanitarie relative alle sue condizioni di salute. L’81enne boss detenuto nel carcere di Parma con più condanne all’ergastolo, quindi, non uscirà di prigione.

Ad avviso dei supremi giudici – sentenza 23657 della Prima sezione penale – in maniera corretta la magistratura di sorveglianza «ha ritenuto che il complesso quadro clinico del detenuto risulta da ultimo stazionario e stabilizzato, e che pertanto non sussistono le condizioni previste per il richiesto differimento obbligatorio o facoltativo dell’esecuzione della pena».

La Suprema Corte sottolinea inoltre che, lo scorso 27 agosto, nel rigettare la richiesta di Provenzano, il Tribunale «con riguardo alle vicende sanitarie successive a quelle già esaminate con la precedente ordinanza del 3 maggio 2013 di rigetto di analoghe istanze, ha osservato che, sulla scorta delle relazioni sanitarie pervenute, le condizioni di salute del detenuto risultano adeguatamente monitorate e le terapie necessarie sono somministrate anche in ambiente carcerario, con ricorso all’occorrenza a ricoveri ospedalieri».

Senza successo, dunque, la difesa di Provenzano ha sostenuto che non è stato tenuto in adeguata considerazione «il pericolo di vita a cui è esposto», continuando a rimanere «in ambiente carcerario», e che illogicamente il Tribunale «ipotizza la simulazione del proprio stato di soggetto incapace».

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