Pubblicato: sab, 1 Feb , 2014

Napolitano ai Marò: “Tornerete con onore”

Di ritorno da New Delhi la delegazione parlamentare fa rapporto al capo dello Stato
Napolitano con Girone e Latorre durante un incontro

Napolitano con Girone e Latorre durante un incontro

Ad un paio di giorni dall’udienza attesa della corte suprema di Nuova Delhi, Napolitano accoglie la delegazione di ritorno dalla capitale indiana con il resoconto sulla vicenda Girone e Latorre «gestita finora dalle Autorità indiane –dichiara il capo dello stato- in modi contraddittori e sconcertanti». Aggiornato sulla situazione, telefona ai marò: «Non sarete mai lasciati soli, tornerete con onore» è il messaggio mandato ai due militari, ribadendo l’unione delle forze mantenuta dal governo, attraverso una nota fatta pubblicare dal Quirinale: « Il Capo dello Stato proseguirà e intensificherà i contatti già stabiliti sul tema con i Capi di Stato di Paesi amici, presso i quali ha già incontrato attenzione e comprensione per questo caso doloroso». L’attenzione sul caso ha preso sempre più dimensioni internazionali, aldilà che per il giudizio di colpevolezza per il presunto omicidio dei due pescatori di cui sono accusati i marò, principalmente per la volontà di attribuire la pena di morte e per la discrezionalità nei limiti delle acque internazionali che hanno suscitato gli screzi sulla legittimità di giurisdizione. Su questo è intervenuto il vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani: «Se l’India dovesse richiedere di applicare la legge antipirateria contro i marò significherebbe spingere l’Ue a modificare i rapporti e la trattativa sul libero scambio. Barroso è stato chiaro: l’Ue è contro la pena di morte, invocarla significherebbe provocare reazioni da parte dell’Ue». Il 3 febbraio usciranno con probabilità i capi d’accusa, ciò che almeno si augura il ministro degli Esteri Emma Bonino che definisce «sconcertante che non ci siano ancora i capi di imputazione nei confronti dei marò italiani, dopo due anni », come anche il Ministro della difesa Mario Mauro convinto di essere ormai di fronte ad un caso di «violazione dei diritti umani» quanto dell’ innocenza dei due fucilieri che, dice ai suoi colleghi durante il vertice a Monaco sulla sicurezza, «è ora che tornino a casa». La visita di qualche giorno fa della maxi-delegazione parlamentare, partecipanti fra cui Casini, Gasparri, Cicchitto e il “cinquestelle” Orellana, è servita soprattutto per fare pressione sul governo locale e a dare sostegno morale ai due marò, che hanno fatto sapere da New Delhi di dover soffrire con dignità in quanto soldati italiani e di augurarsi di tornare con onore. Le stesse parole a cui il Presidente della Repubblica si è sentito in dovere di dare una risposta direttamente.

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