Pubblicato: gio, 17 Nov , 2016

Montevarchi: la città maggiore del Valdarno aretino

Quali le ragioni di un cambiamento al governo della città che il nuovo Sindaco ha definito “storico”.

 

Iniziamo il nostro viaggio per i comuni del Valdarno Superiore da Montevarchi. La città, con i suoi 24.146 abitanti(dati Istat al 31 ottobre 2012) è il Comune più popoloso della provincia aretina dopo il capoluogo. E’ collocata al centro di una zona storicamente votata all’intrapresa produttiva e commerciale: fin dal dopoguerra si è sviluppato un fiorente artigianato della pelle, del tessile e delle produzioni florovivaistiche. Le maggiori griffe, grazie alle capacità delle maestranze  , sono state naturalmente attratte a servirsi delle professionalità locali.

Ma negli ultimi tempi, certo per gli effetti di un fenomeno economico globale, le imprese medio-piccole di qualità, impreparate a rispondere alle richieste del consumismo dei grandi numeri, si sono trovate in  difficoltà. Le classi dirigenti e le amministrazioni locali, pure di questa città, hanno assecondato la propensione del nuovo ed unico soggetto sociale, il consumatore, al prezzo più economico e  all’omologazione che deprime le identità.

“Se è vero che il tessuto economico e anche sociale delle nostre città si regge sulla rete di microimprese commerciali e artigianali tipiche della migliore italianità, il futuro non può prescinderne”, ha detto Federica Vannelli, Presidente di Confcommercio per la sezione di Montevarchi. E’ un fatto che le scelte politiche di questi anni, favorevoli alla grande distribuzione , come Ipercoop , e le opere di urbanizzazione che ne sono seguite hanno delocalizzato il centro storico e ne  hanno decretato il decadimento, con tutto il tessuto di piccole imprese che ne hanno inevitabilmente sofferto. Non sono stati gli stranieri a degradare il centro: depauperato il quartiere antico delle sue consuete attività anche  sociali, la popolazione autoctona si è trasferita dove le abitazioni sorgevano più adeguate alle esigenze delle nuove abitudini e i vuoti lasciati dai precedenti residenti, così come avviene per i lavori meno qualificati, più precari e non appetiti dai nativi, sono stati occupati dai cittadini di altre nazionalità.

dsc0597-777x437La sera, sospesi gli acquisti, chiusi i cancelli di Obi,Lidl, Euronics, Scarpamondo, Ipercoop, la città si spegne, le sue strade rimangono vuote, ed in ogni suo quartiere, e le differenze, da una parte all’altra, sono date unicamente dalle condizioni sociali dei residenti; i giovani vanno a vivere la notte a Terranuova. Montevarchi è la città con più abitanti del Valdarno Superiore, ma almeno da quel che appare la meno vissuta. Il pretesto del 16% di immigrati non regge: il 20% degli associati a Confcommercio sono extracomunitari; se si danno regole il processo di integrazione è possibile, anzi queste presenze possono costituire una risorsa, perché quella straniera è una popolazione giovane e pertanto dinamica, rispetto all’italiana che inesorabilmente invecchia. Elisa Bertini, consigliera comunale del Pd, ci dice che quest’aspetto della città è dovuto al fatto che ogni quartiere a Montevarchi è autonomo ed autosufficiente.

Nel giugno di quest’anno le elezioni per il nuovo sindaco hanno registrato, al ballottaggio, l’ampio successo di Silvia Chiassai, sostenuta da Forza Italia, Lega e due liste civiche. Un risultato “storico” lo ha definito la vincitrice dopo 70 anni di amministrazioni di sinistra. Governare, in effetti, logora, specie in tempi in cui il disamore per la politica furoreggia, e la sinistra in Valdarno è alla guida  da lungo tempo. Ma a Montevarchi le ragioni della sconfitta si ritrovano  più che altro nella vicenda, tutta locale, della contrapposizione tra la componente socialista che con Paolo Ricci, dopo un quinquennio di opposizione alla Giunta Grasso, aveva potuto partecipare alle elezioni di coalizione, e la componente che è espressione del Partito democratico. Qui ha agito una debolezza di fondo del sistema delle primarie non riservate agli iscritti, ma che anzi avevano in certo qual modo il fine di assorbire l’ala riformista, a Montevarchi sempre molto robusta e di cui il Pd temeva la forza nell’agone elettorale per la scelta del sindaco. L’esito delle primarie è stata la vittoria di Ricci e il rifiuto di Francesco Grasso di riconoscere il risultato, pur avendo invece accettato di partecipare ad elezioni di coalizione, inopportune essendo egli il sindaco uscente. Dunque ne è seguita la formazione da parte di Grasso di una propria lista, mentre il Pd si affidava a un candidato che fino a poco tempo prima gli si opponeva. Tale grave spaccatura non ha potuto che condurre alla sconfitta.

Una delle prime decisioni prese dalla nuova Giunta appare interessante, se sarà ben gestita. Ha messo in cantiere il lancio di una campagna informativa sul decoro urbano e sui doveri e le regole di civile convivenza e ha rinforzato il controllo costante del territorio da parte della polizia municipale per una maggiore sicurezza dei cittadini e qualora, nonostante l’impegno informativo, si continuasse nei comportamenti non corretti ha previsto l’elevazione di sanzioni per i trasgressori. Tali interventi sono anche finalizzati alla rivitalizzazione e valorizzazione del centro storico e simile recupero, nelle intenzioni di quanti lo auspicano, potrebbe favorire lo sviluppo turistico della città.

E’ ciò che si augura Federica Vannelli. Ci dice, e con ciò concorda anche Claudio Cincinelli, già candidato sindaco per SI Toscana, che Montevarchi è una realtà vitale, le iniziative imprenditoriali ci sono ma procedono in ordine sparso e le amministrazioni, secondo la responsabile di Confcommercio, difettano nel programmare e realizzare servizi per stimolare una vocazione dell’impresa a dare impulso alle specificità e rispondere a una domanda più esigente e più critica. Occorrerebbe, certo, serietà, professionalità, legalità e una impresa diffusa che rivitalizzi il tessuto sociale con la valorizzazione e promozione del territorio e delle realtà locali. Si deve rilanciare l’immagine della città, utilizzando lo strumento del web e potenziando le infrastrutture, dai parcheggi all’arredo urbano, migliorare la viabilità e l’illuminazione. Il turismo per la Vannelli può essere la scommessa vincente, trovando un’identità territoriale che vada oltre i confini amministrativi e la Conferenza dei sindaci, sempre per la Vannelli, dovrebbe favorire la conoscenza del Valdarno, la sua cultura, le sue ricchezze.

Dai dati Confcommercio emerge che circa 40.000 sono le presenze turistiche annuali nel Valdarno Superiore, mentre le imprese afferenti al mondo del terziario sono 4.224, il 51% d’esse è concentrato nei comuni di Montevarchi e San Giovanni; nel commercio operano 1835 imprese, nei servizi per il turismo, alloggio e ristorazione, sono 594; altre attività in crescita sono quelle dei servizi di informazione e comunicazione, le attività professionali, le finanziarie e le assicurative. La sindaca Chiassai ci dice che Montevarchi deve sviluppare le attività turistiche: ci sono i Musei, il Paleontologico e quello del Cassero ed è necessaria un’attività di marketing per supportarle.

Ma sono questi dati e strategia sufficienti? Bastano a dare impulso a quelle specificità di cui parla la Vannelli, a distinguerne le offerte da altre in una regione particolarmente ricca di attrazioni e proposte culturali, artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche? Se quello che ha contraddistinto da gran tempo questo territorio è stata la rete di imprese artigianali e anche commerciali tipiche della migliore italianità,  specie nei comparti del tessile e della pelletteria, non sarà forse da una sempre maggiore sinergia tra l’impresa d’alta moda e le piccole intraprese di qualità che potrebbe avere nuovo sviluppo questa terra valdarnese?

Nel distretto del Valdarno Superiore si concentra una fetta importante della produzione regionale per il settore della pelletteria e la qualità dei prodotti, borse, scarpe è medio-alta. Nel rapporto 2014 dell’Osservatorio nazionale dei distretti italiani, il distretto valdarnese si colloca al secondo posto nella graduatoria nazionale per le migliori performance economiche. Durante l’amministrazione Grasso sembrava potesse decollare il progetto di Prada, il Prada Technical Academy, l’accademia formativa della moda. Si prevedeva il recupero dell’ex Pastificio, mantenendone la connotazione di edificio produttivo storico l’intera area avrebbe assunto l’efficacia di una struttura moderna; tradizione e innovazione, il recupero di una vocazione che illustrò Montevarchi all’inizio dello sviluppo industriale e potrebbe rendersi nuovamente attuale. Con il progetto di investimento si intendeva creare una Scuola di Arti e Mestieri per la formazione di personale specializzato e formare nuove figure professionali; si volevano realizzare zone di produzione di manufatti pregiati e pezzi unici; e quindi spazi accessori, come ad esempio sale convegni, locali di ristoro e ristoranti. Il progetto era attento anche ad una sistemazione ambientale accurata, improntata alla trasformazione in parco, con la realizzazione di percorsi carrabili e pedonali inseriti nel verde con vasche e giochi d’acqua, con sculture e oggetti d’arte. Il piano realizzativo prevedeva, tra le altre sistemazioni urbanistiche, collegamenti pedonali e carrabili tra l’area produttiva e il centro storico. Un piano, a noi pare, che avrebbe stimolato creatività, richiamato un target medio-alto anche dal punto di vista della ricettività alberghiera e turistica e avrebbe potuto rivalutare il centro storico.

Stimolare, dunque, una creatività che non manca in questa città, un connubio tra cultura e impresa, come ci dice la Vannelli e che è già realtà, come sottolinea Claudio Cincinelli . Tra il comune di Bucine e Montevarchi sta la”Lem Galvanica”: significa una crescita media annua del 60% con circa 110 dipendenti e con una produzione giornaliera di 150.000 pezzi; oggi è la più grande azienda nella lavorazione galvanica per il settore alta moda e vanta la collaborazione con i marchi più prestigiosi della moda, italiani, francesi, inglesi, tedeschi, svizzeri e americani. In comune di Montevarchi si trova la “Siem”: opera nel settore industriale, commerciale, direzionale e civile. Si occupa di installazione, manutenzione e riparazione di impianti elettrici, anche complessi, sia industriali che civili, del cablaggio dei quadri, delle cabine elettriche e spazi vendita per rinomati brand dell’alta moda.

Non ci sembra messa male questa città. Ha un welfare efficace, con asili nidi e assistenza agli anziani adeguati, osserva la consigliera Bertini; importanti strutture industriali vi si installano, come appunto Prada o Sirio Panel, poiché evidentemente vi trovano situazioni favorevoli; vi si tengono manifestazioni culturali e di spettacolo anche di qualità e originali, non ripetitive di altri eventi, come “Oriente  Occidente”; ha una struttura valida come la “Ginestra fabbrica della cultura” e  ci pare, infine, che di questi tempi, almeno fino ad oggi, gli strappi alla sicurezza siano più percepiti che verificati. Forse ci vorrebbe, da parte del cittadino meno piacere al mugugno: la crisi c’è perché è ovunque; e da parte delle amministrazioni occorrerebbe un maggiore impegno a promuovere una realtà che è ancora prevalentemente sana e vitale.

Nella gestione dei servizi, invece, ci sono storture. Nel 2013 Sei Toscana ha vinto la gara indetta da Ato Toscana Sud per la gestione del servizio integrato dei rifiuti per i comuni delle provincie di Arezzo, Siena e Grosseto, a partire dal 1 gennaio 2014 e per 20 anni. Il totale dei comuni di cui Sei gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ammonta a ben 103 . I soci principali  della società vincitrice sono, come ci conferma Carlo Norci consigliere comunale di M5S, la Castelnuovese, Banca Popolare Etruria e Monte dei Paschi.  Nel febbraio 2015 il M5S ha presentato in consiglio comunale una prima mozione sulle irregolarità dell’appalto, che nelle ipotesi appariva come una gara pilotata con un vincitore predestinato, tanto che quella del raggruppamento vincente fu l’unica offerta presentata, e chiedeva la convocazione dell’assemblea per deliberare l’annullamento della procedura di gara con caducazione del vincolo negoziale. La mozione fu respinta con il voto contrario della maggioranza di sinistra e favorevole del centro destra. La mozione aggiornata è stata presentata nel luglio 2016 e questa volta respinta con il voto congiunto di maggioranza di centro destra e della sinistra. E’ di questi giorni la notizia che l’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze ha portato agli arresti domiciliari per Andrea Corti, direttore generale di Ato Toscana Sud per corruzione e turbativa d’asta,  all’interdizione dai pubblici uffici per gli amministratori delegati di Sei Toscana e Siena Ambiente, vincitori dell’appalto, e all’interdizione dalla professione legale per l’avvocato che ha steso il bando di gara emesso da Ato e vinto dall’associazione d’imprese. La sindaca Chiassai ha denunciato il fallimento delle politiche di aria vasta nella gestione dei servizi e ha posto una questione politica di revisione completa del sistema a livello di legge regionale. Alcuni giorni fa il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che impegna a rivedere negli statuti dell’Ato i criteri di ripartizione delle quote di partecipazione del Comune sulla base di attività di prevenzione, riutilizzo e capacità di smaltimento dei rifiuti.

Per quel che riguarda il servizio di fornitura idrica Carlo Norci ci dice che è inaccettabile un aumento annuo, da parte di Publiacqua gestore del servizio da 14 anni,  del 7,5% a fronte di una rete d’acquedotto in molti punti decrepita; è inaccettabile che un’impresa privata chieda la remunerazione del capitale da parte di un soggetto pubblico, in pratica dai cittadini che così si assumono il rischio di impresa. Il primo cittadino ci dice che la Conferenza dei sindaci si è opposta all’aumento del 7,5%, perché non è motivato in presenza di servizi che non sono quelli desiderati e a fronte di tariffe che sono le più alte d’Italia. Una richiesta del M5S, per la modifica dell’articolazione tariffaria, ha ottenuto, con voto all’unanimità, di calcolare in maniera diversa le tariffe, in modo da favorire i nuclei familiari con più componenti. Un altro problema sentito dalla cittadinanza è quello dell’ospedale La Gruccia che subirà un ridimensionamento a causa della chiusura di alcuni reparti e la conseguente necessità per chi ha bisogno di assistenza di spostarsi fino ad Arezzo o Siena. Il sindaco Chiassai ci dice che ciò non si può accettare: è un disagio che riguarda tutti i cittadini e penalizza principalmente le fasce più deboli.

Fulvio Turtulici

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