Pubblicato: mer, 8 Gen , 2014

Mini-IMU, si dovrà pagare entro gennaio

Non è stato possibile abolire anche la parte eccedente l’aliquota base. La scadenza è il 24 gennaio ma è tanta la confusione su come applicarla

 

IMUEnnesima puntata della telenovela, ormai più comica che drammatica, sull’IMU. Questa volta tocca alla mini-IMU che, a dispetto dei tentativi di cancellarla, andrà pagata entro il 24 gennaio.

A rendere ancor più annebbiato il quadro è il fatto che da Roma, almeno così affermano i Sindaci, non hanno ancora comunicato come applicare la tassa, il tutto a sole due settimane dalla scadenza. Inconveniente che ha indotto alcuni enti locali, ad esempio il Comune di Bologna, a congelare la riscossione della tassa in attesa di avere chiarimenti  dal governo centrale.

Cos’è la mini-IMU? Molti Comuni, allorquando hanno riscosso la vecchia IMU, non hanno applicato l’aliquota base ma in molti casi hanno aumentato l’aliquota dal 4 per mille fino ad un massimo del 6 mille. L’inconveniente è che l’abolizione dell’imposta è prevista solo in funzione dell’aliquota base del 4 per mille di conseguenza i cittadini dovranno pagare, ove prevista, la parte eccedente lo scaglione base. Come se non bastasse è previsto un passaggio in più. Dopo aver calcolato l’ammontare dell’IMU per intero ed aver sottratto la somma con l’aliquota al 4 per mille, il totale da pagare sarà equivalente al 40% della differenza tra le due aliquote. Una difficoltà tale che costringerà milioni di cittadini a rivolgersi ai CAF o ai commercialisti con conseguente aggravio di costi e tempi, con buona pace delle promesse su semplificazione e trasparenza della pubblica amministrazione.

Sarebbero ben 2400 i Comuni ad aver innalzato l’IMU oltre il 4 per mille e di questi 338 hanno applicato la quota massima del 6 per mille. Non solo piccoli centri ma anche diversi capoluoghi o grandi città hanno ritoccato verso l’alto la tassa municipale: Roma, Verona, Bologna, Ancona, Genova, Napoli e Torino solo per citarne alcune. Facile capire che la mini-IMU sarà mini solo nell’importo ma colpirà un vasto numero di contribuenti, circa 12 milioni, per un gettito stimato di 450 milioni di euro.

Con questa coda si dovrebbe chiudere il capitolo IMU. La tassa in questione fu introdotta durante il governo Berlusconi nel 2011 nell’ambito del cosiddetto “federalismo fiscale” e avrebbe dovuto sostituire, con una maggiorazione, la vecchia ICI, abolita dallo stesso Berlusconi due anni prima. Il governo Monti, visto lo stato delle finanze pubbliche nel 2012, anticipò, aumentandone il carico, l’entrata in vigore dell’imposta. Infine, dopo mille tira e molla, la tassa verrà abolita nel 2013 dal governo Letta su pressione dell’allora alleato Berlusconi, inventore della stessa IMU.

In realtà l’abolizione dell’IMU è un’operazione quasi di facciata, verrà infatti sostituita dalla IUC. Ma quella sulla IUC è un’altra, e ancor più tragicomica, telenovela tutta italiana.

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