Pubblicato: lun, 14 Lug , 2014

Migranti: CGIL e SILP Sicilia

Servono nuove politiche di accoglienza ed integrazione. Europa combi impostazione su rifugiati e richiedenti asilio.

 

Strutturare sistemi  di accoglienza degni di questi nome,  in un’ottica di solidarietà , dando sicurezza ai migranti, al singolo e nelle relazioni tra di loro e lamigranti mani tese popolazione che li accoglie. Promuovere iniziative per l’integrazione facendo leva sul sistema di istruzione e di formazione e sui fondi europei. Sono due delle proposte, rivolte al governo nazionale e a quello regionale, scaturite da un dibattito sull’immigrazione che si è tenuto ad Agrigento su iniziativa della Cgil e del Silp della Sicilia.  Argomenti rilanciati da Vera Lamonica, segretaria nazionale Cgil nelle conclusioni, che sottolineando che “il governo Renzi fa bene a porre con la forza la questione immigrazione in Europa” ha tuttavia rilevato che “anche il nostro Paese deve fare la sua parte varando un piano nazionale di accoglienza che coinvolga tutte le regioni  e il sistema delle autonomie locali e che abbia caratteri strutturali, perché è chiaro- ha detto- che con le difficili situazioni in Africa e in Medio oriente la questione dei richiedenti asilo, non si esaurirà domani”. Sono 80 milioni , è stato  sottolineato nel dibattito – che ha coinvolto anche esperti, rappresentanti delle istituzioni (tra cui i sindaci dei comuni di Porto Empedocle e Pozzallo) e della Chiesa e al quale ha anche partecipato il segretario nazionale del Silp Daniele Tissone- i giovani tra i 15 e i 25 anni nelle regioni sahariane sub sahariane che aspirano a condizioni di vita migliori, spesso sfuggendo a guerre e dittature : questa è una realtà, che fa dell’immigrazione un fenomeno strutturale. Dalla Cgil Sicilia e dal sindacato di polizia anche la richiesta di adeguati uomini e mezzi per gestire una situazione che viene affrontata oggi con risorse inadeguate, sottoponendo le forze di polizia a turni massacranti, con straordinari che non vengono neanche retribuiti . Secondo la Cgil dell’isola inoltre la “Sicilia potrebbe svolgere un ruolo decisivo per lo sviluppo del Nord Africa, ma a patto che l’Europa riformuli e dia impulso alla zona di libero scambio con la riapertura di politiche multilaterali che coinvolgano tutti i paesi della riva sud del Mediterraneo, compresi Israele e Palestina”. “Occorre riallineare i programmi comunitari in quest’ottica- ha detto Monica Genovese, della segreteria regionale della Cgil-  adeguare il sistema sanitario ai nuovi bisogni, usare il sistema formativo come mezzo di integrazione. A livello nazionale inoltre- ha aggiunto- va  inoltre fatta una legge sull’immigrazione che getti le basi della reciproca amicizia, che sia improntata alla solidarietà e dia corpo e sostegno alle politiche di accoglienza”.  Va anche “cambiata la normativa sulla richiesta d’asilo – ha aggiunto  Vera Lamonica- riformando meccanismi che sono lenti e farraginosi”.  La segretaria nazionale Cgil ha rilevato che  “a livello europeo il punto non è rafforzare le frontiere ma governare  il tema dell’asilo e dei rifugiati garantendo l’ingresso protetto  in Europa e condiviso tra i vari Paesi”. Così come occorre rivedere il regolamento di Dublino che blocca i rifugiati nel primo paese di approdo. Vito Alagna, segretario del Silp Sicilia ha lanciato la richiesta di assegnare a tutte le questure dell’isola più uomini e mezzi. “Da gennaio di quest’anno – ha detto – sono state accantonate perché non pagabili 26 mila ore di straordinario fatte in condizioni estreme e solo per gestire gli sbarchi e gli accompagnamenti. E’ come se in Sicilia avessero lavorato 180 poliziotti in più senza retribuzione- ha sottolineato- e questo non è accettabile, come non lo è il fatto che alla Sicilia siano state ultimamente  assegnate solo sei nuove unità a fronte di centinaia di pensionamenti”. Per quanto riguarda la questione umanitaria il Silp Sicilia ha insistito anche sulla necessità di modificare il trattato Dublino 90, “per garantire l’identificazione, dando poi la possibilità ai migranti di raggiungere la meta che si sono dati”. “E’ necessario che si eviti il transito in costanza di clandestinità- ha detto Alagna- per evitare anche che queste persone diventino bersaglio di criminali, a scopo di lucro”.

 

 

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