Pubblicato: mer, 2 Apr , 2014

Lorenzo Cola su Alemanno: “Pretese tangente per 200mila euro”

L’ex sindaco di Roma accusato da un ex manager di Finmeccanica Lorenzo Cola nell’appalto per 45 filobus acquistati dal Comune. Alemanno: “Affermazioni false e calunniose”

 

Gianni Alemanno

Gianni Alemanno

Un giro di appalti e tangenti. Decine di migliaia di euro serviti ad “oliare gli ingranaggi” come ai tempi di Tangentopoli. Dopo più di vent’anni la storia pare non essere cambiata. A svelarlo è il quotidiano ‘La Repubblica’ che rivela l’iscrizione nel marzo 2013 di Gianni Alemanno e di altre 19 persone nel registro degli indagati. Un’inchiesta nata da un filone della più grande indagine su Finmeccanica. Una notizia che diventa di dominio pubblico solo nel mese di ottobre, quando Alemanno viene sconfitto alle elezioni per il Campidoglio da Ignazio Marino.

L’ex sindaco di Roma è tirato in ballo da Lorenzo Cola, ex estremista di destra, che in passato ha collaborato con Finmeccanica. Interrogato dal Pm Paolo Lelo, Cola racconta di una cena tenutasi verso la fine del 2009 nel suo appartamento del tempo nel quartiere Parioli. Al tavolo, oltre al padrone di casa, c’erano l’allora presidente di Finemccanica Guarguaglini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex presidente di Technosky Fabrizio Testa e l’odierno consigliere regionale dell’ NCD Pietro Di Paoloantonio. Dice Cola «Alemanno mostra di essere a conoscenza dei pagamenti intervenuti a favore di Mancini (la tangente di 500mila euro per i bus), ma il tipo di reazione che ha evidenzia che non erano pagamenti da lui concordati e manifesta molto fastidio». Nella cena quindi viene stipulato un nuovo accordo che prevede il pagamento di 200mila euro a Di Paoloantonio, definito come «rappresentante del Pdl riconducibile al sindaco Alemanno». Soldi arrivati tramite operazioni bancarie su San Marino, sostiene Cola, effettuate da Subbioni, amministratore di una società controllata da Finmeccanica.

Nel pomeriggio Alemanno dirama una nota con la quale smentisce tutto e attacca Cola: «Si tratta di affermazioni false e prive di ogni riscontro che non hanno generato nessun atto istruttorio da parte della magistratura dopo l’avviso di garanzia di circa un anno fa. Ho dato mandato – conclude Alemanno – ai miei avvocati di valutare le modalità legali per tutelare la mia onorabilità rispetto a queste dichiarazioni completamente lontane dalla realtà e dalla verità».

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