Pubblicato: gio, 11 Mag , 2017

Legittima difesa: Sì Toscana a Sinistra presenta una mozione in Regione Toscana.

COMUNICATO STAMPA

Legittima difesa. Fattori e Sarti (Sì): “Fermiamoci prima che sia troppo tardi, dalla Toscana che ha abolito per prima la pena di morte giunga un monito al Parlamento contro la barbarie”. Mozione di Sì Toscana a Sinistra.

Sì Toscana a Sinistra presenta una mozione affinché dalla Regione Toscana giunga un forte e chiaro monito al Parlamento a non procedere con l’approvazione della nuova Legge sulla legittima difesa. Lo annunciano i Consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

“Dopo l’incostituzionale Decreto Minnitti–Orlando e le deliranti polemiche xenofobe sulle ONG siamo al terzo atto di questa follia collettiva: la legge sulla legittima difesa approvata per ora alla Camera trasformerà la Repubblica in un saloon sanguinoso, dove il primo a morire è lo stato di diritto. Il tutto per inseguire l’estrema destra, alimentando false percezioni e pericoli immaginari, immersi fino al collo in un pericoloso circolo vizioso politico-mediatico”.

“L’Italia è uno dei Paesi con il più basso tasso di omicidi al mondo: 0,8% ogni centomila abitanti, reati di camorra e omicidi “familiari” compresi, e in costante diminuzione, essendo passati dai 1.901 omicidi del 1991 ai 469 del 2015. Allo stesso tempo diminuiscono costantemente i reati non cruenti come furti e rapine. Ma nonostante ciò, i demagoghi della paura e dell’ignoranza alimentano il terrore e spingono gli italiani ad armarsi, dimenticando che dove le armi circolano liberamente tra i cittadini, come negli Stati Uniti, si hanno i numeri più alti di morti ammazzati. Dobbiamo anche ricordare che i casi aperti per legittima difesa sono al 2015 in tutto 136, e per oltre il 90% si prevede l’assoluzione, prova evidente che la legge precedente già consentiva ampiamente di difendersi”.

“Con il voto alla Camera il PD, invece di porre un argine ai deliri leghisti e delle destre, sancisce l’istituzione della pena di morte privata, la vendetta “fai da te” senza l’intervento delle autorità: si cancella così un principio cardine del diritto, invitando, di fatto, i cittadini a farsi giustizia da soli. Si passa così dalla legittima difesa alla licenza d’uccidere. Il messaggio culturale è agghiacciante: armatevi e sparate pure, basta che il rapinatore vi faccia molta paura. Senza comprendere che tutto questo non disincentiverà i furti, farà solo sì che chi ti entra in casa si assicurerà di essere ben armato e pronto a spararti prima e meglio di te. Senza capire che la corsa ad armarsi aumenterà femminicidi e morti per banali liti in discoteca, con il vicino di casa o per strada”.

“Ribadito per l’ennesima volta che l’Italia non vive alcuna emergenza e che tutti i dati mostrano da tempo una riduzione costante dei reati, i soldi pubblici devono essere spesi per avere forze dell’ordine democratiche ben preparate, presenti sui territori con organici, mezzi e strutture adeguati, non certo sprecati per difendere cittadini indagati per aver agito e ucciso in eccesso colposo, come hanno fatto la Lombardia e Liguria. La vera sicurezza si costruisce soprattutto intervenendo sulla crisi economica, combattendo povertà, l’ingiustizia sociale e l’emarginazione, una politica che lo dimentica è una politica irresponsabile”.

“La Toscana ha abolito per prima la pena di morte nel 1786, adesso non possiamo restare in silenzio davanti ad una simile e incomprensibile regressione. Ci auguriamo che il Consiglio regionale della Toscana voglia discutere seriamente le nostre proposte, con tutta l’attenzione che una Politica responsabile deve avere, analizzando i dati di realtà e senza rincorse estremiste”.

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