Pubblicato: ven, 8 Nov , 2013

Ilaria Cucchi: «Basta strumentalizzazione del caso Cancellieri»

La sorella di Stefano Cucchi parla del caso Cancellieri e invita ad un maggior approfondimento del tema senza demagogia

Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi ha rilasciato attraverso la sua pagina Facebook, una lettera in cui esprime la sua posizione sul caso Ligresti. La lettera di Ilaria segue il dibattito che ha avuto come tema le dimissioni del ministro Cancellieri. avvenuto ieri sera durante “Servizio Pubblico”, la trasmissione di Michele Santoro, nella quale è intervenuto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

Ecco la lettera:

Ieri sera ho seguito con interesse la puntata di Servizio Pubblico. Sapevo che tra i temi trattati vi sarebbero stati anche quelli a me cari. Diritti umani e carcere. Diritti civili e detenzione in qualsiasi forma attuata. 

Sono rimasta delusa perché il tema delle terribili condizioni umane in cui viene attuata la detenzione, sotto qualsiasi forma, nel nostro Paese, merita più rispetto. Se la crisi Cancellieri è stata fino ad oggi anche un’occasione per tutti di riflessione su questi drammatici problemi che continuano a produrre quasi quotidianamente morti, ora veramente rischia di essere il carcere occasione per parlare della Cancellieri. 

Tutto ciò è inaccettabile. Soprattutto per coloro che continuano a subire quelle terribili condizioni, che continuano ad ammalarsi per esse fino a morirne. Allora dico veramente BASTA!!!!!
A questo strumentale e superficiale modo di trattare il problema io vorrei veramente che tutti si ribellassero. Al signor Santoro ed al signor Renzi io dico questo: non capite che ogni volta che pubblicamente si vuole trattare questi gravissimi problemi si offrono speranze a tutti coloro che con essi debbono fare continuamente i conti? Ai famigliari di coloro che queste speranze non possono più avere perché ne sono semplicemente morti? 
Possibile che non vi rendiate conto che parlarne in questo modo e poi ridurne tutto in termini di Cancellieri dimettiti o meno, non significa altro che volerne fare strumento di sterile dialettica (nella migliore delle ipotesi) politica o peggio di propaganda politica dai contenuti insopportabilmente superficiali?
Significa deludere sistematicamente quelle speranze di cui parlavo ed allontanarsi ancora una volta dal cuore e dalla sostanza dei problemi. 

Se volete parlare ancora dei Ligresti, della Cancellieri e delle loro telefonate continuate a farlo ancora, per carità, ma lasciate in pace il problema carcere. Fate calare quella parvenza di sensibilità per quelle persone che soffrono in regime di detenzione fino a morirne. Il sistema Giustizia non funziona, quando lo fa è una Giustizia a 2 velocità ed a due modelli diversissimi di funzionamento: quello per i normali cittadini e per i cosiddetti ultimi, e quello per i potenti. Non nascondiamoci dietro la politica e la demagogia. Sono gli uomini che fanno funzionare la giustizia. È la loro cultura, la loro volontà ed il loro agire. Non le istituzioni, non i ministri, non la pubblica opinione, ma coloro che amministrano la giustizia, indipendenti, autonomi, ma anche immuni da responsabilità ed intoccabili. O vogliamo forse far credere che con le dimissioni della Cancellieri risolviamo il problema carceri?

Ilaria Cucchi

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