Pubblicato: mer, 18 dic , 2013

Il governo USA boicotta le Olimpiadi

Per protesta contro le leggi omofobe russe, la delegazione USA sarà guidata da due attiviste gay e nessun membro del governo sarà presente
Billie Jean King

Billie Jean King

Tuffo indietro di 30 anni a quando, durante la guerra fredda, le Olimpiadi erano occasione di scontro politico tra le due superpotenze, USA e URSS.

Se nel 1980 gli americani e molti alleati disertarono le Olimpiadi di Mosca per l’invasione sovietica dell’Afghanistan, oggi, alla vigilia dei giochi invernali di Sochi, terreno del contendere è la sistematica discriminazione contro gli omosessuali perpetrata nella Russia di Putin, da ultimo la legge che vieta la cosiddetta “propaganda gay”.

A differenza di quanto accaduto in precedenza a disertare i giochi non saranno gli atleti ma le rappresentanze governative. Nessun membro del governo americano sarà presente a Sochi e a fare da capo delegazione sarà soltanto l’ex-segretario alla Sicurezza Nazionale Janet Napolitano, ora presidente dell’Università della California. A guidare gli atleti durante la cerimonia di apertura, il 7 febbraio, sarà l’ex-tennista Billie Jean King, vincitrice di 39 trofei del Grande Slam e attivista gay dal giorno del suo coming out nel 1981. Per la cerimonia di chiusura, il 23 febbraio, è stata scelta un’altra atleta dichiaratamente lesbica e impegnata nella difesa dei diritti della comunità LGBT, si tratta dell’ex-difensore della nazionale di hockey e due volte medaglia olimpica Caitlin Cahow.

La scelta dell’amministrazione Obama è in chiara polemica con Putin, del resto non è la prima volta che il presidente americano entra in contrasto con il suo omologo russo in tema di diritti civili. Durante l’ultimo G20 di San Pietroburgo, infatti, Barack Obama ha voluto incontrare, imbarazzando non poco il governo Putin, i rappresentanti delle organizzazioni LGBT russe per ascoltarne le denunce in merito alle continue e legalizzate violazioni dei loro diritti in Russia.

Gli Stati Uniti non sono gli unici a protestare contro le leggi omofobe russe. Tra i tanti, neanche il presidente francese Hollande e il tedesco Gauck saranno presenti alla cerimonia di apertura e ogni giorno che passa nuove personalità si aggiungono alla lista degli assenti, da ultima il commissario europeo alla giustizia e diritti Viviane Reding. Per quanto riguarda l’Italia, ad oggi la presenza di Letta a Sochi è confermata ma è probabile che il premier decida di disertare la cerimonia seguendo l’esempio degli altri leader mondiali.

Di

- Appassionato di storia, politica, sport e comunicazione. Fondatore di 221 Ideas