Pubblicato: ven, 10 Apr , 2020

Donne e violenza. L’appello degli Stati generali delle donne accolto dal Senato.

Approvate al Senato all’unanimità  le proposte sulle possibili soluzioni per prevenire e contrastare la violenza domestica nel periodo del Covid 19.

     Approvato ieri al Senato l’emendamento che non permette di escludere dalla sospensione processuale il procedimento per la convalida dell’ordine di allontanamento urgente dalla casa familiare nei casi di maltrattamento delle donne e dei minori. Una inversione di rotta, già favorita peraltro dal nostro ordinamento, ma che a volte viene utilizzata in rari casi e che, in un periodo di emergenza sanitaria come questo in cui i tribunali sono rallentati o fermi potrebbe davvero rischiare di fare la differenza. Esulta ieri di questo risultato Isa Maggi, la coordinatrice nazionale di gli Stati generali delle donne che qualche settimana fa aveva scritto una lettera appello al presidente Giuseppe Conte, Isa Maggi, con il comitato scientifico di gli Stati generali delle donne aveva indirizzato al premier Giuseppe Conte, al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e alla ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, ottenendo la adesione di numerose esponenti della società civile, imprenditrici, artiste, intellettuali e donne lavoratrici di ogni settore e regione, che hanno attivato da qualche anno un dialogo continuo di supporto alle istituzioni per rappresentare istanze concrete del mondo del lavoro e delle donne, offrendo anche soluzioni possibili. Tra queste proposte, proprio quella di sollecitare il ricorso all’ istituto che prevede subito l’allontamento del maltrattante ed evitare che si possa sospendere, a causa del rallentamento del lavoro dei tribunali in emergenza Covid 19, la notifica del ricorso con richiesta di un ordine di protezione e del decreto di fissazione dell’udienza.
, è già un ottimo risultato che premia la buona pratica dell’ascolto e di un canale sempre attivo tra società civile e rappresentanza politica ed istituzionale.
E di favorire la protezione immediata anche se la controparte sarà ascoltata successivamente, piuttosto che la procedura ordinaria, più lunga ed impensabile in una fase in cui vittima e carnefice sono obbligati a coabitare senza possibilità di fuga, a causa dell’emergenza sanitaria.
Pertanto occorre utilizzare con convinta determinazione gli istituti già esistenti e richiamati dal nostro codice civile (l’artt 736 bis cpc)

all’articolo 384 bis del codice di procedura penale, che permetterà di allontanare subito gli uomini maltrattanti dalle case e di lasciare l’abitazione alle donne, vittime di violenza con gli eventuali figli. Così ieri la deputata….ha
La proposta era arrivata forte e chiara da una lettera appello che Così, oltre al progetto della piattaforma web “Adotta una lavoratrice” ed agli appuntamenti formativi dell’aula virtuale (aperta a tutti) che ogni giorno alle 18,30 sulla piattaforma zoom invita le donne ad un incontro importante per affrontare e rafforzare la propria resilienza personale nella difficile fase di emergenza sanitaria in atto, era nata l’iniziativa politica. Un dialogo costante anche con la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, presieduta dalla senatrice Valeria Valente, che ieri ha ottenuto il voto di tutte le forze politiche per emendare il Cura Italia e rafforzare la tutela delle donne vittime di maltrattamenti e chiuse in casa dal lockdown, senza possibili via di fuga. In questa dimensione di emergenza sanitaria e sociale si è collocata la collaborazione propositiva di gli Stati generali delle donne che sulla base della pratica già nota ed in atto nel Canton Ticino, di allontanare subito il maltrattante dalla abitazione e di affidarlo ad un percorso di recupero, senza costringere le donne a fuggire di casa al tempo della pandemia, ma la tuteli con una nuova modalità, che superi la attuale procedura penale modificando la procedura penale dell’istituto giuridico già noto dell’articolo 384 bis del codice di procedura penale peche si modifichi il decreto legge 17 marzo 2020 n 18 in conversione perché anche il codice civile prevede in casi di urgenza ordini di protezione anche senza ascoltare la controparte ma questo procedimento viene utilizzato in pochi casi e si preferisce il procedimento ordinario per il quale, dopo il procedimento del ricorso, il giudice deve fissare l udienza di comparizione delle parti ed il termine per la notifica del ricorso e del ricorrente nell’attuale situazione di emergenza tale modo di procedere potrebbe esporre la donna richiedente a rischio di ulteriori violenze, quindi allontanare subito il violento prima della fissazione dell’udienza. Il contraddittorio differito potrebbe così rivelarsi fondamentale.

Di

- Direttrice responsabile della testata giornalistica 100 Passi. Giornalista esperta in nuovi diritti, salute e sanità. Appassionata di cinema e di buone letture. Membro eletto del Collegio dei Probiviri della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

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