Pubblicato: gio, 30 Ago , 2018

Destra estrema

Asse Salvini  Orban contro l’Europa e gli immigrati

 

A Jesolo, di notte, Forza Nuova, movimento neofascista non inviso alla Lega di Salvini ha fatto girare per le piazze, le vie di ritrovo, il molo della cittadina balneare un cartone ritagliato in modo da formare una sagoma dipinta di nero, una sagoma impiccata con una corda al collo e sotto la scritta: “Pena di morte per gli stupratori”. Sulla pagina facebook di Forza Nuova Veneto si legge: “Alla luce dei recenti fatti di cronaca, dove gli invasori africani(sic) hanno creato un’epidemia di stupri(sic), Forza Nuova indica la chiara necessità della difesa nazionale e patriottica(sic sic). Unica soluzione? Pena di morte”. Il messaggio si chiude assicurando il sostegno all’attuale governo.

Per questo fatto, che segue pressoché quotidiani episodi di deriva fascista, non si preoccupano per nulla gli elettori di Lega e 5S, non si preoccupa ovviamente per nulla il governo e non si preoccupa ovviamente per nulla il ministro degli Interni; la sinistra poi è lì che aspetta di avere un’altra occasione per dividersi.

Il capo assoluto di questa compagine di governo che non si preoccupa certo della  piega che prendono le cose in Italia, anzi se ne fa artefice, è Salvini: Di Maio ancora e sempre in insulsa campagna “noi non ci finanzia Benetton”; Conte non pervenuto. E’ Salvini che ha messo al primo posto dell’agenda di governo il problema dei migranti e ne detta la linea dell’intolleranza, è Salvini che in meno di un anno ha invaso più di una volta la sfera di competenza di altri ministri, non considerando ovviamente il presidente del Consiglio dei ministri. Il fatto della Diciotti è poi emblematico dello spregio delle regole, del principio cardine non solo della nostra Costituzione, ma di tutta la cultura giuridica che dalla rivoluzione liberale ha informato gli Stati di diritto dell’Occidente: la divisione dei poteri. Il leghista lombardo non poteva essere lui a fermare uomini liberi, perfino i militari italiani, doveva essere un’autorità di polizia con la convalida, entro 48 ore, dell’autorità giudiziaria, e tutto il procedimento avrebbe richiesto provvedimenti formali: lui, incompetente, ne ha ordinato il fermo mediante una telefonata; dopo giorni ha concesso, come un principe grazioso, la discesa dei bambini con un messaggino video. La sua arroganza di potere e l’ignoranza perfino degli elementari rudimenti dello Stato di diritto sono pesanti, ma tanto si trova ad esibirsi in un Paese ormai cloroformizzato, che assiste senza saper distinguere tra il diritto e il suo rovescio e non si cura neppure se il suo campione stia nel diritto o nel suo rovescio; lo soggioga l’attivismo del capo sregolato, perché sostanzialmente è portato dall’odio, a cui il duce fornisce di volta in volta l’oggetto. Non capiscono gli italiani di essere pur’essi in pericolo, perché se la libertà personale può essere limitata per ordine, anche una semplice telefonata, del ministro degli Interni, come è accaduto nel caso della Diciotti, allora i diritti dei cittadini sono minacciati: oggi i profughi eritrei, domani i rom anche italiani, dopodomani i militari italiani perché hanno compiuto il loro dovere di salvare vite in mare, il giorno seguente potrebbero tornare invisi i calabresi a cui adesso si è chiesto il voto.

In questi giorni Salvini ministro degli Interni ha incontrato Orban, primo ministro ungherese. Per creare, si può immaginare, un asse della destra estrema, sovranista, contro l’Europa, pur con tutti i suoi grossi difetti tuttavia ancora democratica e garante della libertà e per affogare il diritto di movimento degli esseri umani. Qualcuno dovrebbe chiedersi, credo, cosa c’entri il ministro degli Interni: in assenza di un presidente del consiglio dovrebbe essere almeno il ministro competente ad occuparsi di politica estera. Ma è Salvini  che ha incontrato Orban. E chi è Orban? Egli sostiene già da tempo che “i valori liberali occidentali oggi includono la corruzione, il sesso, la violenza” e che “i valori conservatori della patria e dell’identità culturale prendono il sopravvento sull’identità della persona”. Applicando tali orientamenti ha trasformato la televisione pubblica in un mezzo di propaganda governativa, ha limitato la libertà di stampa, l’autonomia universitaria e l’indipendenza dell’ordine giudiziario; ha ridisegnato con un tratto di penna i collegi elettorali e fatto approvare una legge elettorale che gli consente di avere la maggioranza dei due terzi dei seggi in Parlamento; ha impresso una svolta nazionalistica e anti-immigrazione al governo. Il maggiore esperto dei problemi ungheresi, la professoressa Kim Lane Scheppele, considera l’Ungheria di oggi uno Stato “di costituzione incostituzionale”,  il Washington Post ha scritto che “la democrazia sta morendo in Ungheria e il resto del mondo dovrebbe preoccuparsi”, mentre lo stesso Orban ha dichiarato spesso di voler realizzare “una democrazia illiberale”.

Ecco tale soggetto Salvini ha incontrato, perché è uno dei suoi riferimenti, come un altro è Putin, che si libera degli oppositori e dei giornalisti liberi o facendoli eliminare fisicamente o incarcerandoli; sono questi i modelli di Salvini e se lo si lascia fare, è così che vorrebbe vedere l’Italia.

Fulvio Turtulici

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