Pubblicato: dom, 8 Gen , 2023

Catturato Ovidio Guzman – el Chapito, narcos in rivolta in Messico

è il figlio del boss del cartello di Sinaloa, tra i più influenti al mondo nel narcotraffico

Ovidio El Raton Guzman, il re delle anfetamine e non solo. Nato a Badiraguato il 29 marzo 1990 e cresciuto a Città del Messico, è un narcos di primo livello. Figlio de El Chapo, il capo Joaquim Guzman, tra i narcotrafficanti più influenti al mondo. Dopo la cattura e la condanna all’ergastolo del padre, Ovidio è alla guida del sanguinario cartello di Sinaloa, insieme ai fratelli. Sulla sua testa, gli Stati Uniti avevano piazzato una taglia da 5 milioni di dollari.

El chapito sembra gestire 11 laboratori di metanfetamine solo a Sinaloa, dove ogni mese ne vengono prodotte tra i 1.300 e i 2.200 chili. Su di lui pende l’accusa di svariati omicidi, tra cui alcuni informatori, trafficanti di droga e perfino un famoso cantante messicano che si era rifiutato di esibirsi al suo matrimonio. Dalle risultanze investigative emerge il ruolo cardine della famiglia nel traffico di eroina, fentanyl, come nella distribuzione di cocaina e marijuana dal Messico verso Usa e Canada. Secondo la DEA, il Cartello di Sinaloa sarebbe uno dei maggiori esportatori di eroina e cocaina nel paese, un monopolio milionario che garantirebbe potere e coperture al clan. Il cartello opera dal Messico e dalla sua frontiera nord, muovendo la droga attraverso una gigantesca rete di intermediari, trasportatori, distributori, venditori al dettaglio e persone esperte nel riciclaggio di denaro.

Affari che spostano milioni di dollari e potenti alleanze. La lotta per il traffico internazionale e per le piazze di spaccio tra i cartelli della droga ha generato un crescendo di violenza, solo nel mese di dicembre scorso si contano centinaia di omicidi. Droga, armi e tratta di esseri umani, soprattutto tra Messico e Stati Uniti. Nella città di Cajeme, la disputa è tra i figli de El Chapo – rappresentati dal suo braccio armato Los Salazar, noto anche come La Chapiza – contro Fausto Isidro Meza Flores, capo del cartello Beltrán Leyva. A Guaymas, il cd. “Cartello del Pacifico” combatte contro il clan di Rafael Caro Quintero, ora gestito dai parenti del capo dei capi, El Mayo (sempre cartello Sinaloa). Un’altra guerra sanguinosissima si svolge nella regione tra Sonora e Baja California, verso l’Arizona e la California, negli Stati Uniti, dalla Valle di Mexicali a San Luis Río Colorado, dove El Mayo Zambada, rappresentato da El Ruso, combatte contro La Chapiza.

Ovidio Guzman già catturato nel 2019, a Culiacan, roccaforte del cartello di Sinaloa, era stato rilasciato la sera stessa a seguito della terribile rivolta scatenata dai narcos armati. Disfatta ricordata come “el Culiacanazo”, per la resa incondizionata dello stato. Il mese successivo veniva assassinato uno degli ufficiali della polizia che lo aveva arrestato. Il nuovo blitz è al 5 gennaio 2023, nel quartiere di Tres Rios sempre a Culiacan, cui fa seguito un’altra feroce guerriglia dei narcos tuttora in corso. Si contano già decine di morti e feriti. La città è da tre giorni in ostaggio, circondata dai banditi del cartello, che controllano lʼaeroporto e hanno ingaggiato numerose sparatorie. I funzionari locali hanno invitato la popolazione a restare nelle proprie case, ordinata la chiusura delle scuole e sospeso il traffico aereo. La cattura del figlio di El Chapo avviene pochi giorni prima dell’arrivo in Messico del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, atteso anche al confine di El Paso, in Texas, uno dei principali varchi della droga del cartello verso gli Usa.

Sembra che al momento della cattura, el chapito si trovasse nel sobborgo di Jesus Maria, zona dove la madre dispone di una residenza, di solito protetto da informatori e guardaspalle. Qualcuno la avrebbe venduto. Guzman è stato trasportato in elicottero nel carcere di massima sicurezza di Altiplano e per ora non sarà estradato.

Con l’epifania e l’arresto de el raton, il presidente Biden, ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza della frontiera col Messico. Tra queste è incluso un piano che consentirà ogni mese sino a 30mila migranti da Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti (se in possesso dei requisiti) di entrare legalmente negli Stati Uniti, per un periodo di due anni e con un permesso di lavoro. Triplicato anche il numero di rifugiati latinoamericani per il 2023 e il 2024, fissato a ventimila.

Le sorelle Guzman sui social si mostrano tranquille e sorridenti, la famiglia de El Chapo non si ferma. Postano messaggi sulle note di El Guano – Los Tucanes De Tijuana, una ballata dalle note allegre omaggio al cartello, “La familia Guzmán no se acaba, el cartel sigue fuerte operando, la noticia ya fue confirmada y resalta el nombre del Guano, los chapitos y toda su raza son apoyados al cien por El Mayo.” Ismael – el Mayo – Zambada García è lo storico socio in affari di el Chapo, ritenuto la mente del clan. Zambada è il signore della droga più duraturo e potente del Messico, la sua taglia vale 15 milioni di euro. Finita l’era di Pablo Escobar, a cogliere l’opportunità di subentrargli nei traffici con gli Usa furono proprio Guzmàn e Zambada. Si affermarono tra i migliori coordinatori di carichi di droga dalla Colombia al Messico e dal Messico agli Stati Uniti, all’Europa e a tutte le altre destinazioni. El Chapo si occupava di eliminare funzionari governativi e i boss rivali, mentre el Mayo sembra che preferisse un ruolo più defilato, dietro le quinte. 73 anni, mai un giorno di galera, mai raggiunto dai sicari degli altri cartelli, nè dalle autorità messicane. Si stima che il cartello di Sinaloa conti tra le sue fila più di 10mila persone e abbia un giro d’affari di oltre 20 miliardi di dollari l’anno. Il clan è uno dei principali fornitori di droga anche della ndrangheta, con cui si mantiene in rapporti stretti da decenni.

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