Pubblicato: mar, 18 Feb , 2014

Carabiniere a giudizio per gli scontri in Val di Susa

Identificato grazie ad un tatuaggio, il carabiniere dovrà rispondere di lesioni nei confronti di un manifestante

 

Il fotogramma che mostra il tatuaggio del carabiniere identificato

Il fotogramma che mostra il tatuaggio del carabiniere identificato

Non solo attivisti No-Tav, nel processo che si svolgerà a Torino, nel 2015, per i violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Val di Susa, oggi è stato rinviato a giudizio per lesioni anche un carabiniere.

L’agente è stato ripreso dalle telecamere mentre colpiva con calci e manganellate due attivisti già arrestati e che stavano per essere portati in una zona di sicurezza. Il militare, convinto di essere irriconoscibile per via del casco, è invece stato individuato grazie ad un tatuaggio visibile sul braccio scoperto. Nell’episodio contestato il carabiniere non agiva da solo, infatti, come anche denunciato dai dimostranti con dei video, vi erano almeno altri 4 agenti delle forze dell’ordine coinvolti ma al momento, hanno precisato dalla Procura, solo uno è stato identificato con certezza e quindi rinviato a giudizio. Sicuramente anche questo episodio si inserirà nelle polemiche riguardanti l’ipotesi, sono stati presentati anche alcuni ddl, per rendere identificabili, tramite un numero sul casco, i poliziotti durante le operazioni antisommossa.

Il maxi-processo che si svolgerà nell’aula bunker del carcere delle Vallette a Torino, a parte il carabiniere in questione, vede rinviati a giudizio ben 53 attivisti No-Tav mentre sono 200, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, le parti offese. I fatti contestati riguardano, principalmente, i violentissimi scontri del 3 luglio 2011 e i ripetuti attacchi al cantiere di Chiomonte.

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