Pubblicato: gio, 5 Gen , 2017

Buon compleanno Peppino, come dobbiamo ricordarlo?

Oggi sarebbe stato il compleanno di Peppino Impastato.

Il 5 gennaio per la nostra associazione è sempre stata una data significativa. Quando abbiamo dato vita a Rete 100 passi sin dal primo momento abbiamo sempre pensato che i morti di mafia debbano essere ricordati nel giorno della loro nascita. Primo, perché preferiamo disertato le commemorazioni ufficiali nel giorno della loro morte in passato spesso celebrate da personaggi discutibili. Secondo, perché per noi il loro insegnamento non è mai morto, per questo continuiamo a festeggiare i loro compleanni.

striscione funeraleLa nostra storia quindi nasce e prosegue ogni 5 gennaio, data di nascita di Peppino Impastato. Dopo la creazione di Rete 100 passi, è del 5 gennaio la prima trasmissione di Radio 100 passi, cosi come nelle ricorrenze a seguire la nascita di 100 passi journal, quello di 100TV, così come la prima trasmissione di Radio 100 passi nella “casa dei 100 passi” a Cinisi, oggi bene confiscato al boss Tano Badalamenti mandante dell’assassinio di Peppino.

Quest’anno l’appuntamento sarebbe dovuto essere l’inaugurazione del “Circolo musica e cultura radio 100 passi” nel bene confiscato di via Carducci 8 a Palermo, che per motivi burocratici è slittato al 23 febbraio, ma di questo avremo modo di informarvi in seguito.

     Molti, ahimé, si esercitano nella lettura della palla di vetro sentenziando che Peppino avrebbe fatto così o colì, o che davanti a un particolare evento avrebbe reagito in un certo modo. Comportamento presunto che ovviamente corrisponde a quello che più piace al “sapitore” di turno, che magari nel frattempo scrivendo libri vive momenti di notorietà inaspettati, arrivati grazie allo scomparso.

Tra i profeti del pensiero di Peppino si alternano posizioni che vanno dal predire il totale cambiamento dei suoi comportamenti adeguati alla realtà, a quello dei più ortodossi che vedrebbero Peppino oggi, diciamocelo, un pò come loro, ibernato nelle posizioni di quarant’anni fa.

Dunque Peppino si sarebbe trasformato da un’avanguardia comunista che mirava alla crescita di un partito di massa ad un “fighettone” membro di qualche partito che non supera il 4% dei consensi? Sarebbe un grillino? Un renziano? …. Chi lo sa!

Ci sono in realtà molte probabilità che se Peppino non fosse stato ucciso sarebbe restato uno dei tanti ragazzi impegnati conosciuti solo nei dintorni del proprio territorio, così come le tante storie delle vittime di mafia sarebbero restate sconosciute senza l’assassinio di coloro che erano solo umili servitori dello stato nell’esercizio delle proprie funzioni. Questo la mafia post stragista lo ha capito bene, dopo che le loro vittime diventate eroi con l’assassinio, si sono regolarmente rivelate un bumerang per le loro attività.

Peppino ancora in vita avrebbe fatto una fulgida carriera politica? Sindacale? Avrebbe mandato tutti a fan culo ritirandosi a vita privata? Non ci è dato a sapere.

Penserei che non sarebbe mai stato un IMPASTATOre di notizie, un manipolatore d’informazione come troppo spesso accade nei media lottizzati. Altrettanto certo è che se fosse ancora in vita la sua foto più nota  non lo avrebbe visto protagonista del fotomontaggio che lo ritrae davanti l’uscio della radio, (a propositi di manipolazioni).

radio-aut-peppino-prima-e-dopo

Certo è che Peppino, oggi eroe o no, era uno che leggendo tra le righe, spesso prima di altri, riusciva a interpretare la realtà. Uno, che essendo in privato di poche parole, avrebbe preferito al turpiloquio di talk show dei nostri giorni il continuare a guardare la gente negli occhi per sapere cosa pensasse.

Un’altra certezza è che l’uso dell’ironia, che ai suoi tempi qualcuno definiva l’arma della borghesia, è stato un modo nuovo di fare radio, oggi per fortuna non clonabile. Un fare radio parto delle sue idee, del suo modo di essere, della sua interpretazione della realtà di quei tempi, per questo oggi irripetibile.

Chissà che avrebbe pensato del modo di fare radio di Fiorello, del ruggito del coniglio, dei talk show, delle iene, di Report, in politica del M5S, dei mutamenti dei post comunisti italiani, di quelli della Cina e della Russia, delle evoluzioni di Fidel, e come avrebbe trattato nelle sue trasmissioni chi guadagna sugli immigrati e soprattutto chi ha costruito fortune lucrando sulle vittime di mafia. Io che non ho la palla di vetro, non lo saprò mai.

 

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