Pubblicato: mer, 5 Feb , 2014

Berlusconi a caccia del 37%, torna Casini

La nuova legge elettorale spinge i partiti più piccoli a stringere alleanze con le forze più popolari. Berlusconi : «Lieto del suo ritorno»

 

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia

Ci sono rapporti che sono difficili da rompere per sempre, si può essere in disaccordo su tante cose, magari la stima per l’altro non è più quella di un tempo, ma quando c’è un interesse comune da raggiungere sono di nuovo fianco a fianco.

Naturalmente stiamo parlando del ricongiungimento dell’anno ovvero quello tra Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi. Una relazione, politica s’intende, nata nel ’93 e proseguita fino al 2007, con l’uscita dell’ Udc dalla Casa Delle Libertà. Le divergenze di vedute sono ampie, dicono loro, ma più che altro è evidente la voglia di emancipazione di Casini dal Cavaliere considerato ormai prossimo al declino politico.

In questi sette anni ha tentato con ogni mezzo di costruire un terzo polo di centro abbastanza forte da poter essere determinante per la composizione di qualsiasi maggioranza parlamentare. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ed anche quel bacino elettorale di circa due milioni di voti si è andato via via prosciugandosi. Alla fine il terzo polo è stato creato dalla crisi della Politica, considerata da tantissimi come una Casta, incapace di risollevare le sorti del Paese. Ed in questo senso forse Casini ha contribuito alla creazione del terzo polo.

Spinto da una nuova legge elettorale che tende al bipolarismo, il ritorno tra le braccia di Berlusconi è stato un passo obbligato. La dote da offire non è enorme ma per il leader di Forza Italia è importante prendere tutto. Gli ultimi sondaggi lo danno ad un soffio da quel 37% che per l’ Italicum significa vittoria al primo turno.

Caccia quindi a tutti quei partitini che Renzi avrebbe voluto cancellare con questa legge. Le prossime elezioni europee ed i listini bloccati aprono un mercato immenso dove sarà possibile contrattare migliaia di voti per qualche seggio sicuro all’interno della lista.

Pazienza quindi se nel 2012 Berlusconi apostrofava Casini e Fini come « persone orride..orridissime», e pazienza se il leader dell Udc gli rispondeva dandogli del «bugiardo» con cui non prendere neppure un caffè. Le parole se le porta via il vento e se c’è qualcosa di scritto, magari dal Giornale del fratello di Berlusconi, ci penserà lo stesso Cavaliere a porre fine alla diaspora: «In questi giorni non ho condiviso gli attacchi a Pier Ferdinando Casini, il cui ritorno nell’area dei moderati è da sempre stato da me auspicato e del quale non posso che esserne lieto, ritenendo che anche il suo movimento potrà offrire un reale contributo alla vittoria del centrodestra».

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