Pubblicato: lun, 31 Ott , 2022

Ancora con questo antifascismo? Che palle!

Manifestazione a Predappio, non chiamateli nostalgici.

 

     Predappio: oltre duemila hanno sfilato ieri sino alla tomba del dittatore d’Italia.

     Perché chi ha giurato sulla costituzione antifascista (Il 19 dicembre 1946, la Commissione per la Costituzione approva la formula proposta dell’onorevole Moro: «Il Capo dello Stato, i membri del Governo, i magistrati, le Forze armate e quelle assimilate prestano giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione»), non interviene o non vieta la manifestazione?

La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana vieta la riorganizzazione del partito fascista. Pur essendo inserita tra le disposizioni transitorie e finali ha carattere permanente e valore giuridico pari a quello delle altre norme della Costituzione. Inoltre, la legge 20 giugno del 1952, n. 645 in materia di apologia del fascismo, sanziona «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Qualcuno dubita che un corteo di migliaia di persone in perfetta divisa del Partito Nazional Fascista, con tanto di camice nere, fez, con annessi bambini in divisa da balilla, i cui padri orgogliosamente marciano con il braccio teso, con foto e slogan che inneggiano a Mussolini, al canto di faccetta nera e al grido di dux, dux sia riconducibile all’apologia del fascismo?

Ci chiediamo, come mai il nuovo ministro degli interni, che appena nominato si è già caratterizzato con la carica agli studenti alla facoltà di scienze politiche di Roma che protestavano per l’evento organizzato dalla destra nella loro facoltà, e per lo sgombero del rave party a Modena, non sia stato altrettanto solerte con la manifestazione di Predappio poco distante da Modena?

Se pur l’evento di ieri dopo la nascita del nuovo governo abbia ringalluzzito i partecipanti, attaccare il governo Meloni sarebbe troppo facile, perché la manifestazione e altre similari si ripetono da troppi anni e i mancati divieti partono da lontano attraversando tutto l’arco politico e i governi di tutti i colori. Sottovalutazione? Complicità? Libertà democretiche? In Germania l’apologia del regime hitleriano è punita duramente. Per fare i conti con la nostra storia avremmo avuto bisogno di un processo di Norimberga sui crimini del fascismo?

     In questi mesi di guerra saltano ancor più all’occhio i governi dittatoriali che assassinano o arrestano giornalisti e chiunque si permetta di esprimere il minimo dissenso o semplicemente non rispetti i simboli del regime in nome della propria libertà. Eppure si lascia spazio d’azione a chi auspica il ritorno agli anni in cui chi raccontava una barzelletta che parlasse del duce finiva al confino. Risparmiandovi l’elenco di torture, violenze delle squadracce dei “fratelli buoni” dei nazisti, mi sovviene un episodio: mio nonno fu rimproverato e arrestato dal gerarca di quartiere perché mentre prendeva aria davanti al suo negozio non fece il saluto romano al passaggio della bandiera fascista, si trattava di un bambino che giocando correva per strada con un ramo al quale era attaccato un pezzo di stoffa nero.

Mi….! Sono storie del passato che non potranno più ripetersi.

Ho capito!…. Sarà la fissazione mia e di quattro amici fuori dal tempo che per parlare di antifascismo ci hanno pure perso le elezioni.

Però continuo a chiedermi, si tratterà di quattro vecchietti nostalgici o di gruppi politici organizzati che fanno proselitismo e azioni come quella di un anno fa alla CGIL alla faccia della costituzione?

Di

- Danilo Sulis, oggi presidente di rete 100 passi, è l'amico di Peppino Impastato che ha fatto proseguire il cammino di Radio Aut con la nuova Radio 100 passi. Pioniere dell'informazione libera ed indipendente è stato anche docente in corsi di "Formazione professionale continua per giornalisti" presso il "centro di documentazione giornalistica" di Roma.

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