Pubblicato: ven, 13 Gen , 2017

Ordinanza del Tar della Toscana sui limiti orari al gioco d’azzardo

Il Tar della Toscana ha annullato un’ ordinanza del sindaco di Grosseto che poneva limiti agli orari di apertura delle sale giochi

 

Il Tar della Toscana ha annullato, previa sospensione dell’efficacia, l’ordinanza del sindaco del comune di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che disciplinava e poneva limiti agli orari di apertura delle sale giochi autorizzate e al funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati.

imageLa motivazione del provvedimento si sosterrebbe sull’assunto che la Relazione A.U.S.L. n.9 di Grosseto, depositata a supporto dell’iniziativa del sindaco, “non appare essere fondata su dati statistici relativi all’effettiva presenza nel territorio del fenomeno della ludopatia, ma solo su generiche considerazioni relative all’impatto economico e sociale del fenomeno( che è cosa diversa dalla ludopatia) e alla percezione della possibile dannosità del gioco da parte di una fascia della popolazione( dato che non si presenta univocamente destinato a testimoniare, con sufficiente certezza, la sussistenza di una condizione patologica di ludopatia, essendo, al contrario, significativo di una più matura consapevolezza dei rischi dell’attività cui ci si dedica)”.

Insomma per il Tar della Toscana non sarebbero significativi e allarmanti, o si giudica ignorandoli, i dati diffusi da studi approfonditi del fenomeno che certificano di 95 miliardi di euro giocati dagli italiani in un solo anno, una quantità di denaro pari al 4,4% del nostro prodotto interno lordo, e di 1 milione di ludopatici, divisi equamente su tutto il territorio nazionale, compresa ovviamente la Toscana. I giudici amministrativi decidono non conoscendo o considerandoli poco rilevanti i dati Sert sull’aumento costante dei loro assistiti per ludopatia. Eppure sono tanto enormi le cifre del gioco d’azzardo e dei soggetti patologici o a rischio  che dovrebbe essere facile comprendere  la pericolosità e il danno arrecato dal fenomeno: un affare di tali dimensioni che è già nei numeri prova provata di malattia sociale e dovrebbe destare l’attenzione e la sensibilità di chiunque, nessuno escluso, decide per la collettività.

Per somma ingiuria la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale implicherà anche il pagamento di una multa da parte dell’Amministrazione del comune di Grosseto.

La sindaca di Pergine Valdarno Simona Neri, in qualità di responsabile del progetto speciale “Ludopatie e Bullismo” di Anci Toscana ha posto all’attenzione del Presidente dell’Associazione dei comuni la necessità di un coordinamento delle 3 nuove zone sanitarie della Regione Toscana, Sud-Est,Nord-Ovest e Centro, per produrre, come strumento tecnico fondamentale a sostegno dei provvedimenti delle amministrazioni comunali a contrasto delle dipendenze da gioco “una approfondita documentazione che rappresenti dati aggiornati fino all’anno 2016 e relativi alle utenze G.A.P., ma anche una verosimile stima della presenza di giocatori problematici nel nostro territorio”.

Fulvio Turtulici

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