Pubblicato: gio, 29 Mag , 2014

L’Ars salva il vitalizio ai politici condannati per mafia

Cuffaro (e chi dopo di lui) continuerà a percepire in cella 6000 di pensione al mese, grazie ai partiti che hanno rigettato l’emendamento dei 5 stelle

 

7924-ARS_8Il vitalizio è duro a morire, soprattutto in Sicilia. Dopo le polemiche dei giorni scorsi all’Ars, scaturite dal caso Cuffaro, ieri in tarda serata i deputati si sono espressi sull’emendamento firmato 5 stelle che tagliava il vitalizio ai condannati per reati di mafia. In particolare si faceva riferimento al 416, al bis e al ter e la fattispecie di aggravante prevista dal DL. 152/1991 e dalla L. 203/1991. Per i parlamentari che si macchieranno di questi reati, compresi chi se n’è già macchiato, i partiti Ncd, Udc, Articolo 4, Forza Italia e Pd  hanno deciso che la pensione non sarà sospesa.

L’ emendamento che è stato bocciato è stato presentato dal deputato Giancarlo Cancelleri, controfirmato dal vice presidente dell’antimafia Fabrizio  Ferrandelli  e si sarebbe dovuto inserire nella norma del governo Crocetta sul tetto dei 160mila euro ai manager della regione. Ciò che è successo ieri è che mentre sono stati tagliati gli stipendi dei burocrati, il vitalizio per Cuffaro è stato salvato.  Proprio con il caso dell’ex governatore siciliano si è accesa la scintilla che ha provocato duri scontri a Palazzo dei Normanni.

«Mi svesto dalle vesti istituzionali – ha detto, il presidente del Parlamento Giovanni Ardizzone rispondendo all’ex capogruppo grillino – e le ricordo che questa è materia penale, l’Ars non ha competenza. Anche se lei non ha studiato giurisprudenza, dovrebbe saperlo: se non sbaglio il vostro gruppo parlamentare ha molti consulenti. Avete fatto diventare il ‘caso-Cuffaro’ un caso nazionale, siete andati nelle televisioni nazionali a parlare male delle istituzioni che voi stessi rappresentate». L’allusione era alla partecipazione di Cancelleri al programma televisivo condotto da Giletti  “L’Arena”, momento in cui appunto ha portato all’opinione pubblica la vicenda, rimarcando che l’ex presidente della Regione, in carcere per mafia, continua a percepire la pensione di 6 mila euro lordi al mese.

Diciotto i voti a favore, 33 i contrari compreso il governo. Con voto palese hanno votato a favore tutti i deputati del gruppo M5s, due parlamentari di Forza Italia, Edgardo Bandiera e Salvo Pogliese, Fabrizio Ferrandelli del Pd, Vincenzo Vinciullo del Ncd e Antonio Venturino del Misto. Questo recitava testualmente l’emendamento alla legge regionale 1 del 4 gennaio 2014 sui costi della politica, già presentato anche allora: “Sono altresì esclusi dall’erogazione del vitalizio i soggetti condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti previsti e puniti dagli articoli 416, 416 bis e 416 ter del codice penale, nonché i soggetti condannati con sentenza passata in giudicato ai quali è stata riconosciuta l’aggravante di cui all’art. 7 del decreto legge del 13 maggio 1991 n.152 come convertito dalla legge 12 luglio 1991 n.203”. Al di là delle polemiche resta il fatto che il parlamento siciliano non ha trovato un modo per bloccare questo regalo a politici corrotti.

 

 

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