Pubblicato: gio, 19 Set , 2013

Il giovane Andrea Mura sul podio del Politeama di Palermo

Le note di Mozart e Haydn ammalieranno il pubblico grazie alla maestria dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

 

NEWS_162172“Musica senza barriere” è il titolo del concerto che l’Orchestra Sinfonica Siciliana terrà alle le 21.15 di domani al Politeama Garibaldi di Palermo. Sul podio salirà il giovane direttore Andrea Mura, impegnato a dirigere un programma con musiche di Mozart e Haydn.
La serata si aprirà con le note della Sinfonia n.1 in mi bemolle maggiore di Mozart, composta a Londra nel 1764 quando il musicista aveva appena otto anni. Sull’edificio al numero 180 di Ebury Street (attualmente inglobato nel borough di Westminster), dove la sinfonia fu scritta, è stata, infatti, posta una targa commemorativa. L’opera fu eseguita per la prima volta il 21 febbraio 1765.
Il concerto proseguirà con l’ascolto della Sinfonia n.93 di Haydn, la prima delle sinfonie cosiddette “londinesi”, composta probabilmente nella tarda primavera del 1791 nella capitale britannica. E sempre a Londra avvenne la prima esecuzione, il 17 febbraio dell’anno successivo.
Ancora Haydn per il terzo brano in ascolto, con la Sinfonia n.1 in re maggiore composta nel 1759, mentre il compositore era ospite del conte Ferdinando Massimiliano von Morzin. In questa sinfonia è evidente l’influenza sia di Leopold Mozart sia della scuola di Mannheim.
In chiusura ci sarà nuovamente Mozart con la Sinfonia n.40 in sol minore K550, uno dei suoi lavori sinfonici giustamente più famosi. La n.40, tuttavia, costituisce un’eccezione nella pur vasta produzione del grande musicista in quanto, tra le sue 75 sinfonie, presenta una tonalità d’impianto di sol minore che si riscontra solo in un’altra: la K183. Chi non avrà la fortuna o la possibilità di assistere all’evento di domani, potrà rifarsi alle 18 di sabato 21 settembre.
Sempre domani si potrà andare oltre. Poco prima del concerto, alle 18, sarà inaugurata la mostra, dal titolo “I Musicisti”, dedicata all’artista milanese Gianni Maimeri, scomparso nel 1951. Per due mesi, nella celebre Sala degli Specchi del Politeama, sarà possibile ammirare una parte della straordinaria raccolta di ritratti dal vero di tanti artisti, nell’atto di dirigere o eseguire con lo strumento: da Arturo Toscanini a Victor de Sabata, da Igor Stravinskij a Sergeij Prokof’ev, a Wilhelm Backhaus. Si tratta di alcune opere a olio e, soprattutto, dell’opera più importante della collezione dell’artista: il Tabarin.
“Un adoratore della musica-pittura o meglio della pittura-musica, che egli ereditava dai suoi padri scapigliati – ha scritto dell’artista l’autorevole critico, Raffaele De Grada -, Gianni Maimeri coglieva nel gesto dei musicisti come guardasse dall’alto il dipanarsi delle forze fisiche dei suoni, le analogie tra quei gesti e l’evocazione dei sentimenti che fluivano dalle armonie musicali. Proprio per questo i suoi disegni, spesso aiutati da un pastello bianco o dalla sanguigna, tanto si differenziano dai suoi contemporanei. Così come, nella sostanza, anche dai grandi Maestri dell’Ottocento che hanno trattato soggetti analoghi: il grande Degas, Toulouse Lautrec, Boldini”.
La mostra, curata da Agostino Danilo Reale, è organizzata dalla “Fondazione Maimeri” e da “Arteventi” di Stefania Morici. Rimarrà aperta fino al 26 novembre 2013, ed è visitabile tutti i giorni (tranne la domenica), dalle 9 alle 19.

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