Pubblicato: mer, 5 Mar , 2014

Fabrizio Falco a Palermo con Pirandello

Il giovane pluripremiato attore palermitano torna nella sua città di origine con uno spettacolo su Pirandello
fabriziofalco

Fabrizio Falco

Dal 4 al 16 marzo la Sala Strehler del Teatro Biondo Stabile di Palermo ospiterà lo spettacolo Partitura P di e con Fabrizio Falco, giovane attore siciliano vincitore del Premio Mastroianni conferitogli alla 69° Mostra del Cinema di Venezia. Partitura P non è altro che uno studio su Pirandello effettuato dall’attore stesso nel corso dell’ultimo anno, in cui il suo lavoro gli ha permesso di incrociare le sue esperienze a quelle del celebre siciliano.

Il primo incontro tra Fabrizio e l’arte di Pirandello è avvenuto in occasione di un laboratorio teatrale con Luca Ronconi, incentrato su “Sei personaggi in cerca d’autore”: «Quest’opportunità mi ha permesso di approcciarmi al grande scrittore siciliano in modo del tutto inedito – racconta lo stesso Falco, appena 24 anni – prescindendo dai soliti canoni interpretativi e riflettendo sul linguaggio e sull’interpretazione della scrittura. L’esperienza è stata talmente tanto positiva da decidere di perseguire un progetto “pirandelliano”, il cui risultato attuale è stato la pubblicazione dell’audiolibro Pensaci, Giacomino».

Lo spettacolo rappresenta dunque un ulteriore step del rapporto tra l’attore e lo scrittore, accomunati dalle stesse origini e dallo stesso amore nei confronti del teatro, come lo stesso Fabrizio ci ha rivelato: «Preferisco il teatro rispetto al cinema, l’ho sempre fatto e continuerò a farlo, è il luogo dove mi sento a casa. Ho cominciato a Palermo con Maurizio Spicuzza, che mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita professionale. Il palcoscenico trasmette concretezza ed evita che ci si perda in divismi; ci si trova a fare i conti con i propri limiti, è insomma una ricerca continua. Al cinema, invece, non si è così liberi, la dimensione è più contenuta, ci si deve comprimere dentro delle regole cinematografiche». È stato proprio l’amore per il teatro a convincere Fabrizio a lasciare Palermo per studiare recitazione a Roma, anche se tale passaggio non ha pesato su di lui, non facendogli sentire il vincolo delle radici.

Quando, però, deve esprimersi su quello che pensa di Palermo, diventa piuttosto critico, dal momento che gli trasmette un opprimente senso di claustrofobia. «Non è retorica, ma vivere in altre città fa emergere i limiti di questa città. Nella mia esperienza ho sempre notato l’estrema chiusura di questa città, come anche quanto siano poche le persone disposte ad ammetterlo. Certo, altrove è diverso – tiene a precisare – ma studiare e lavorare al di fuori dell’isola non mi ha fatto dimenticare la mia sicilianità. Che del resto emerge sempre nel mio porgermi al pubblico, come del resto nel mio legame con Pirandello, siciliano che ha tanto amato la sua terra così come ne ha messo in luce i difetti e i paradossi».

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