Pubblicato: lun, 1 Feb , 2016

Caos Europa

Profughi: un problema che rivela le fragilità dell’Unione europea.

Si dice siano 60 milioni gli esseri umani costretti a lasciare il loro paese a causa di guerre, violenze, fame, diritto a cercare una vita migliore. Ma si tratta solo di una parte molto minore di popolazione mondiale che soffre per l’insopportabilità di un regime planetario di cui si tengono i fili nell’emisfero benestante. Gli emigranti sono quelli che sollevano il problema agli occhi dell’opinione pubblica infastidendo il privilegio dei pochi, rispetto alle enormi periferie globali.

migrantiUna delle mete più perseguite dall’emigrazione è l’Europa e certo costituisce una questione seria; tuttavia l’inadeguatezza palese della Comunità ne mostra la fragilità. Non ha una politica unica neanche per un problema che non è contingente, ma di oggi e degli anni che verranno. Ogni Stato dell’unione agisce con le proprie regole, la Ue è un barcone alla mercè dei flutti peggio di quelli dei profughi.

La Svezia espellerà 80.000 profughi arrivati nel 2015; Londra accoglierà bambini siriani non accompagnati solo in casi singoli eccezionali; dall’Olanda si muovono i treni che rimandano in Turchia i migranti; Croazia e Slovenia hanno chiuso le frontiere e i migranti si spostano adesso verso Montenegro, Albania e Puglia; anche l’Austria sbarra loro il passaggio e i fuggenti si riversano verso l’Italia. La sospensione di Schengen apre nuove inedite rotte verso Italia, Spagna e Grecia; e oltre i flussi indotti dalle iniziative unilaterali, comunque la sospensione di Schengen, uno dei punti qualificanti dell’Unione, ne svilisce così le ragioni fondanti.

Ma tali decisioni poco meditate e più emotive fanno aumentare i problemi. Ha detto il Viminale: “la

(ALLIANCE)- BERLINO : IL PREMIER MATTEO RENZI INCONTRO ANGELA MERKEL | New Italian Prime Minister Matteo Renzi is welcomed military honors by German Chancellor Angela Merkel (CDU) during his first official visit in front of the German Chancellery in Berlin, Germany, 17 March 2014. Renzi is accompanied by some ministers who are going to meet their ministerial colleagues during the German-Italian government consultations. Photo: Maurizio Gambarini/dpa - Infophoto

(ALLIANCE)- BERLINO : IL PREMIER MATTEO RENZI INCONTRO ANGELA MERKEL | New Italian Prime Minister Matteo Renzi is welcomed military honors by German Chancellor Angela Merkel (CDU) during his first official visit in front of the German Chancellery in Berlin, Germany, 17 March 2014. Renzi is accompanied by some ministers who are going to meet their ministerial colleagues during the German-Italian government consultations. Photo: Maurizio Gambarini/dpa – Infophoto

chiusura delle frontiere non fermerà l’ondata di profughi, ma ridisegnerà la mappa delle rotte”. Invero con le espulsioni i migranti non tornano in patria; solamente mediante i rimpatri verrebbero riportati ai paesi d’origine. Ma per poter fare ciò occorrono trattati con cui gli Stati di provenienza dei fuggenti si impegnano a riaccogliere i loro cittadini e questi scarseggiano o sono poco efficaci: sono solo 17 quelli stipulati a livello di Unione europea, mentre negli altri casi ogni Paese interessato dai flussi fa da sé con accordi bilaterali senza coordinamento comune. La stessa Commissione Ue ammetteva nel settembre scorso che “meno del 40% degli irregolari a cui viene ingiunto di lasciare l’Unione è effettivamente partito”; la maggior parte vaga per l’Europa.

E pure per quel che riguarda le espulsioni non vigono regole, tra paese e paese, in qualche maniera simili: la Francia è la più rigida e ne ha allontanati 86mila, segue la Grecia con 73mila, la Gran Bretagna con 65mila, l’Italia con 25mila.

Nell’incontro bilaterale svoltosi a Berlino tra la Merkel e Renzi, frattanto, la cancelliera ha ribadito la necessità dell’accordo con la Turchia per mettere un freno agli esodi. “Sui migranti va combattuta l’illegalità, il traffico di esseri umani e trasformare tutto questo in legalità”. Nell’accordo è previsto un finanziamento di 3 miliardi al regime di Ankara per controllare e gestire l’emergenza migratoria e continuare ad accogliere 2 milioni e 200mila rifugiati . Va riconosciuto che la Germania, nella questione dei profughi, ha adottato la politica più responsabile e di più ampie vedute rispetto alla gretta della maggior parte delle nazioni europee, ma tuttavia favorire l’avvicinamento alla Comunità di uno Stato retto dall’oscuro governo di Erdogan, per alleggerirsi del carico di dolore globale incarnato dai migranti, è cinico realismo.

E’ questa dei fuggenti una fase della nostra storia in cui vengono messi a dura prova i principi che sono stati proclamati a base della nostra convivenza. Il mancato rispetto degli standard internazionali per la protezione dei richiedenti asilo “ha un costo umano devastante” e sta incrinando pure l’immagine dell’Australia. E’ quel che sostiene Human Rights Watch, organizzazione internazionale per i diritti umani. Essa riconosce all’Australia un “solido” sistema di protezione dei diritti civili e politici, sane istituzioni e sicura libertà di stampa. Ma per quanto riguarda la politica verso i richiedenti asilo la afferma basata su “abusi”. E sostiene la necessità di un profondo ripensamento d’essa e di “misure per ripristinare la reputazione internazionale di paese rispettoso dei diritti”.

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