Pubblicato: gio, 30 Gen , 2014

Crocetta ai sindacati “Pubblicherò la Finanziaria, ma la ripudio”

Il governatore della Sicilia sarà costretto a pubblicare sulla Gurs il testo della legge di stabilità regionale e ai siciliani chiede un «mobilitazione non violenta»
crocetta

Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta

«Domani sarò costretto a pubblicare una finanziaria che non mi appartiene, che ripudio, che canta il de profundis al posto di lavoro di migliaia di lavoratori, che uccide la diversabilità e impedisce ai non vedenti di studiare che butta sul lastrico migliaia di famiglie e impone alla Sicilia una manovra depressiva senza precedenti, che potrà influire sulla tenuta sociale della Regione, che affossa le imprese e influirà negativamente sul rating nazionale e regionale». Questa è la risposta che il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha dato ai sindacati regionali  Cobas/Codir e sadirs che hanno chiesto che fosse pubblicato sulla Gurs il testo della legge di stabilità regionale. Si  tratta delle parti non impugnate dal Commissario dello Stato. Lo scorso 24 gennaio l’Assemblea siciliana aveva votato un ordine del giorno che impegnava il governatore a pubblicare sulla gazzetta ufficiale la parte non impugnata. I sindacati hanno anche invitato il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, a vigilare «affinché venga rispettato lo Statuto».

Oggi il vertice romano dovrebbe individuare un percorso tecnico giuridico per uscire dalla crisi in cui la Regione è piombata dopo l’impugnativa della Finanziaria e il presidente della Regione anticipa tutta la propria irritazione per lo stop imposto alla manovra economica. Crocetta rivolge un appello a Napolitano e uno ai siciliani. Al Capo dello Stato l’ex sindaco di Gela ha chiesto di intervenire «affinché si possa trovare una soluzione rapida che permetta alla Sicilia di rilanciare le politiche di sviluppo e solidarietà». Ai siciliani ha rivolto la richiesta di «una mobilitazione democratica e non violenta in stile gandhiano per ottenere quella comprensione istituzionale indispensabile per risorgere». Una mobilitazione dettata dal fatto che le soluzioni per sbloccare la spesa di 570 milioni, impugnata dal Commissario dello Stato, finora non soddisfano il presidente, che teme tempi lunghissimi, che costringeranno a ritardare il pagamento degli stipendi a una platea di almeno 40 mila lavoratori degli enti collegati alla Regione.

Il presidente della regione Sicilia non intende mollare il confronto istituzionale. Un confronto, quello col Commissario dello Stato, che sta paralizzando la Regione.

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