Pubblicato: ven, 15 Feb , 2013

Serata femminista a Sanremo

Il monologo ironico e commovente di Luciana Littizzetto e l’esibizione di Anthony Hegarty,si trasforma in un riconoscimento per la donna definita guida della specie 

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Di Rosalba Barbato

Luciana Littizzetto e Fabio Fazio sono seduti l’una accanto all’altro e Luciana prende ad attaccare ironicamente la trascuratezza e l’indolenza degli uomini, valorizzando di contro la capacità delle donne di amare nonostante tutto, si fa poi seria e denuncia la violenza ai danni del genere femminile, che avviene nella maggior parte dei casi dentro le mura domestiche. Invita le donne ad essere coraggiose e a scegliere un nuovo tipo di amore, quello per se stesse ” un uomo che ci picchia non ci ama, se ci ama, ci ama male” e ancora ”L’amore con la violenza e le botte non c’entra un tubo. Un uomo che ci mena non ci ama. L’amore ci riempie la vita, non ci rompe le costole nè ci lascia lividi sulla faccia. Non abbiamo sette vite come i gatti ma solo una. Non buttiamola via.”
Dopo il pensiero l’azione. Si alza, si toglie i tacchi e si appresta a ballare con altre donne, come è successo ieri pomeriggio in moltissime parti del mondo, in occasione del 15° anniversario del One Billion Rising.
L’ottica femminile con cui viene affrontata la serata di San Valentino è risaltata dall’ingresso di un musicista poco conosciuto al pubblico italiano, Anthony Hegarty, che dopo un’intensa performance, viene invitato a spiegare il significato della canzone. Si assiste ad un discorso straordinario, che dovrebbe essere studiato a scuola per la sua forte carica positiva educativa rivoluzionaria.
Anthony confessa di non aver avuto un buon rapporto con la sorella, per motivi personali, ”sfogavo le mie frustrazioni su di lei” forse anche culturali, gli stessi che abbiamo assorbito, volenti o nolenti, tutti e tutte: l’antagonismo, la gelosia possessiva. Ma crescendo ”ho scoperto che il cuore intelligente e pulsante della famiglia era mia sorella” A lei è dedicata la canzone, che in seguito ha deciso di indirizzare a tutte le donne che vengono sottomesse, brutalmente o indirettamente, anche dalle istituzioni. ”Io spero che le donne si facciano avanti perché loro sono quelle che riusciranno a guidare la specie umana alla salvezza, noi abbiamo creato il mondo a immagine e somiglianza dell’uomo e ora la nostra ecologia è sull’orlo di un precipizio. E’ arrivato il momento che le donne sollevino i loro compagni e i loro figli dalla responsabilità primitiva di proteggerle. Non più presidenti, non più rappresentanti, non più nel nostro nome.”
Nel nome della sorella, della madre Anthony, con una grande serenità, sul primo canale di una tv pubblica, senza nessun tipo di marchio politico-ideologico addosso, davanti a un pianoforte, riconoscendo il volto femminile in ogni soffio di vita, ha sottolineato la straordinaria forza della donna che ha un’influenza potente su tutto ciò che la circonda. La donna deve solo avere il coraggio di volere che questa predisposizione vitale sia autenticamente realizzabile.

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