Pubblicato: mar, 17 Ott , 2017

Pergine Valdarno: un Comune a vocazione agricola.

Perché non si disperda la ricchezza, di socialità e cultura, dei piccoli centri occorrono investimenti intelligenti.

Pergine Valdarno è un comune di 3154 abitanti e si estende su un’area di 46,6 chilometri quadrati. Occupa una parte del sistema collinare tra il Valdarno e la Valdichiana alla sinistra dell’Arno. Il paesaggio, tipico della Toscana rurale, si presenta ricoperto dai boschi nella zona più elevata delle colline e coltivato a viti e olivi nella valle e nelle terrazze alla sinistra del fiume.

Il sindaco è Simona Neri, sostenuta da una maggioranza di centrosinistra. Il 25 luglio scorso il Consiglio della Regione Toscana ha votato all’unanimità la proposta di fusione tra il comune di Pergine e quello di Laterina. Con tale decisione i Consigli comunali dei due Comuni si sono resi disponibili a rimettere anticipatamente il proprio mandato elettorale. Con decreto il presidente della Regione ha fissato la data del referendum consultivo per il 29 e 30 ottobre: i cittadini decideranno il futuro istituzionale delle due comunità. Con la vittoria del sì all’unione i due sindaci in carica, rispettivamente la Neri per Pergine e Catia Donnini per Laterina, decadrebbero automaticamente dai loro incarichi e i due comuni verrebbero commissariati in attesa delle nuove elezioni per il sindaco unico.

Le ragioni che hanno condotto, per responsabilità politica, al percorso di fusione stanno nella necessità di una riorganizzazione amministrativa che assicuri un’utilizzazione più efficiente delle risorse interne. Esiste già tra i due Comuni la gestione associata dei servizi, l’unione permetterebbe intanto di cogliere l’occasione fornita dai consistenti incentivi regionali e statali previsti per le fusioni di comuni e recuperare dal patto di stabilità mezzi finanziari nuovi con riduzione della tassazione; ma consentirebbe, altresì, l’utilizzo comune di professionalità, competenze, esperienze per una valorizzazione delle risorse umane in ragione di un miglioramento e incremento dei servizi resi ai cittadini.

Occorrono, mi dice il sindaco, sia interventi urgenti come ad esempio nel settore dell’edilizia scolastica dove si richiedono opere di ristrutturazione degli immobili e la realizzazione dell’asilo nido a Montalto, o ancora di adeguamento dell’illuminazione pubblica, di riqualificazione di alcune aree fruite dalla cittadinanza, di estensione della metanizzazione alle zone ancora non servite, di messa in sicurezza stradale; sia, a più lungo respiro, investimenti intelligenti che consentano la promozione di territori e di piccoli borghi ricchi di un patrimonio di saperi e socialità che sarebbe interesse di tutti conservare. Ma tale volontà si deve scontrare con una situazione quotidiana in cui le entrate sono scarse, gli oneri di urbanizzazione scendono costantemente mentre sono alte le spese di manutenzione; fra l’altro, per le caratteristiche proprie del Comune perginese, il territorio vasto e la popolazione scarsa, risultano conseguenti le difficoltà nel rapporto entrate uscite. La collaborazione tra le due amministrazioni raggiungerà a breve il risultato dell’integrazione, presso il Distretto socio sanitario di Montalto, tra medicina generale e medico geriatra, l’attuazione di servizi infermieristici, di medicina di iniziativa, nonché la conservazione dei servizi di oculistica, pediatria, CUP e prelievi. Gli amministratori dei due paesi interessati ritengono, pertanto, che la fusione sia lo strumento necessario.

Pergine Valdarno è un Comune a vocazione agricola, dice ancora Simona Neri: le maggiori produzioni sono quelle dell’olio d’oliva e del vino, nonché i prodotti delle fattorie che insistono sul suo territorio, come la Fattoria di Rimaggio che ha rivendite della propria produzione in provincia e fuori. Dunque le attività prevalenti sono l’agricoltura e il turismo. Vi sono presenti anche aziende orafe, tradizionale artigianato perginese e aretino. Vi è infine una importante industria metalmeccanica: la ITTEDI.

Ad un’edizione della manifestazione “Cinema e Socialità” che si svolgeva in questo borgo e alla quale nel corso degli anni parteciparono, tra gli altri, Nino Manfredi, Michele Placido, Alberto Sordi, Stefania Sandrelli, Pupi Avati ebbe a dire che la piazza di Pergine potrebbe essere un perfetto luogo cinematografico. La piazza del borgo rimemora, per il cronista, un‘Italia contadina e operaia che crebbe nelle lotte rivendicative e oggi un richiamo a ciò che potrebbe essere un esempio diverso rispetto allo sviluppo caotico degli enormi e mostruosi corpi urbani: un connubio tra tradizione e progresso, la conservazione e la promozione del bello, una campagna come risorsa di un sistema equo e un’imprenditoria attenta all’ambiente, alla sostenibilità, alla qualità sociale del prodotto e amministrazioni locali che avviino alla cultura e alla socialità.

E’ stata, a nostro parere, una scelta positiva dell’amministrazione quella di rinnovare il legame e l’alleanza con il cinema pensando una rassegna come “Cinema e Borghi”, che non occupa le grandi enormi vetrine così sfarzose e sfruttate ma sceglie di mostrare e di interagire con la piccola realtà locale, di esprimere a pieno la vocazione sociale della macchina da presa. Qualcuno dei commentatori ha parlato di idea di altissima qualità: non ci piace mai l’enfasi ma certo è originale il proposito di cogliere la capacità comunicativa e moderna del cinema per valorizzare il territorio, come ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani.

Stimolata forse dalla bella iniziativa la vicepresidente del Consiglio Toscano Lucia De Robertis ha riconosciuto che si dovrebbe decidere di investire di più nei piccoli paesi in termini di servizi, cultura e opportunità. E infine riferiamo la conclusione del sindaco “Puntiamo a fare di questa manifestazione un’attrazione turistica e culturale per valorizzare il borgo e le sue realtà, le dinamiche sociali che si sviluppano al suo interno e le caratteristiche che lo rendono unico”. Già alla prima rassegna c’è stato il successo con il coinvolgimento della popolazione: si è creata una rete di produttori locali che hanno messo a disposizione, durante le tre serate della manifestazione, i propri prodotti.

Va sottolineata anche, come prova dell’attività verso il sociale dell’amministrazione perginese, l’iniziativa denominata Rural Point. Si tratta di un progetto che fa parte del Patto territoriale per la salute mentale del Valdarno. La realizzazione di una fattoria sociale, nell’Aia di Ramarella, porzione di azienda agricola nel territorio di Pergine Valdarno, che interessa gli ambiti dell’abitare supportato, dell’agricoltura sociale e di altre forme di socializzazione e inserimento lavorativo. Verrà coltivata una parte di bosco, verrà curata una tartufaia, verrà approntata una piccola fattoria didattica. Vi si svolgeranno attività diverse per integrazione e opportunità per coloro che vivono in situazioni di disagio. Sono coinvolte nel progetto l’Asl e la cooperativa sociale Koinè.

Il sindaco Simona Neri ha così spiegato la partecipazione del Comune “Il nostro è da sempre un Comune a vocazione agricola ed è condivisibile che si possano coniugare percorsi terapeutici e sanitari con quelli dell’agricoltura sociale. Attraverso la sinergia di tutti i soggetti coinvolti faremo sì che l’Aia possa auto sostenersi attraverso il recupero del territorio e la coltivazione delle nostre terre” . E ha auspicato che l’attività possa produrre socialità e “possa rappresentare occasione di integrazione con i progetti per l’infanzia portati avanti dall’assessorato alle politiche sociali e coinvolgere la popolazione anziana del luogo”.

Potrebbe partire da luoghi come questi, di comunità coese una proposta di società che possa uscire dalla crisi in modo nuovo: una società dell’integrazione di tutte le diversità e competenze, solidale, una compagine nazionale nella quale l’orgoglio della propria storia non possa che coniugarsi con la conoscenza, la collaborazione delle differenze e l’accoglienza dell’altro nel rinnovamento dei valori e dei fondamentali ideali che l’hanno costituita.

Fulvio Turtulici

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