Pubblicato: dom, 16 Feb , 2014

Crisi, nel 2013 un suicidio ogni due giorni e mezzo

I dati dello studio pubblicato dal Laboratorio di ricerca socio-economica del Link Campus University mostrano quante persone hanno scelto di morire a causa di problemi economici 

suicidiNel 2013 sono state complessivamente 149 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche, rispetto agli 89 casi registrati nel 2012, di cui il 40% nel solo ultimo quadrimestre. Lo scorso anno si è verificato un suicidio a causa della crisi economica ogni due giorni e mezzo. Sono questi gli ultimi dati resi noti da Link Lab, il Laboratorio di ricerca socio-economica di Link Campus University, che da oltre due anni studia il fenomeno e che adesso pubblica i dati complessivi di un’attività di monitoraggio avviata nel 2012.

Circa un suicida su due (45,6%) è imprenditore (68 i casi nel 2013, 49 nel 2012) ma, rispetto al 2012, cresce il numero delle vittime tra i disoccupati: sono 58, infatti, i suicidi tra i senza lavoro, numero che risulta più che raddoppiato rispetto al 2012 quando gli episodi registrati furono 28. Dopo i mesi estivi, il numero dei suicidi per ragioni economiche è tornato a salire vertiginosamente. Gli episodi registrari a settembre sono stati 13 episod; ottobre ha contato 16 vittime, novembre ha registrato 12 casi, mentre nell’ultimo mese dell’anno le vittime sono state ben 18. In 19 casi si è arrivati al gesto estremo per stipendi non percepiti.

Il fenomeno non conosce differenze geografiche: al Sud come al Nord. Nel 2012 il numero più elevato si registrava nelle regioni del Nord-Est (27 casi con un’incidenza percentuale pari al 30,3%), un’area geografica a maggior frequenza di suicidio tra gli imprenditori a causa della maggiore densità industriale. L’analisi complessiva dell’anno 2013 sottolinea come il fenomeno sia andato uniformandosi a livello territoriale interessando con la stessa forza tutte le aree geografiche.

Dall’indagine emergono anche le motivazioni che portano al gesto estremo. Al primo posto la mancanza di denaro o una situazione debitoria insanabile (108 suicidi), che stacca notevolmente chi si è ucciso dopo la perdita del posto di lavoro (26). Non manca anche chi si è tolto la vita per debiti verso l’erario: 13 casi, calcola il Link Lab. Ad allarmare, segnando l’acuirsi della crisi sul fronte sociale e lavorativo, è anche il dato relativo ai tentativi di suicidio: lo studio ne ha contati 86 contro i 48 del 2012, tra loro una cinquantina di disoccupati ai quali la crisi ha portato via il lavoro ma anche la speranza di ricostruire altrove il proprio percorso professionale.

 

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