Pubblicato: ven, 17 Gen , 2014

Morto il giapponese che combatté fino al 1974

Nessuno l’aveva avvertito che la guerra era finta, fu recuperato nella giungla trent’anni dopo  

 

Hiroo Onoda al momento della "resa"

Hiroo Onoda al momento della “resa”

Si chiamava Hiroo Onoda è si è spento all’età di 91 anni in un ospedale di Tokyo dove era ricoverato per problemi cardiaci da qualche tempo. Il nome forse è sconosciuto ai più ma la sua storia forse no: è il soldato giapponese che rimase nascosto nella giungla fino al 1974, convinto che la seconda guerra mondiale fosse ancora in corso.

L’allora ventiduenne tenente Onoda fu mandato in missione speciale, nel 1944, nell’isola filippina di Lubang per sabotare le linee di rifornimento nemiche. L’ufficiale si infiltrò così bene che non solo non fu mai scoperto dagli Alleati ma neanche dai suoi stessi commilitoni, che lo lasciarono nell’isola dopo la ritirata e la successiva sconfitta dell’anno successivo.

Isolato dal mondo, Onoda si è cibato di quanto trovato nella foresta: frutta, qualche rara preda e saltuariamente delle incursioni nei villaggi vicini per raccogliere acqua e cibo. Per 29 anni si è nascosto alle ronde della polizia locale ma anche alle spedizioni giapponesi che, venute a sapere che era ancora vivo, provarono, invano, a recuperarlo. Solo il 9 marzo 1974 i tentativi di contattarlo ebbero successo, fu chiamato un vecchio comandante del tenente Onoda, il maggiore Yoshimi Taniguchi che, forte della fiducia del soldato disperso, gli comunicò la revoca degli ordini ricevuti quasi 30 anni prima, convincendolo a porre fine alla missione.

Tornato in Patria vi rimase soltanto pochi mesi, si trasferì in Brasile per circa 15 anni dove, oltre a sposarsi, gestì una piantagione. Solo nel 1989 si stabilì in Giappone dove, oltre a scrivere una fortunata autobiografia intitolata “Nessuna capitolazione: la mia guerra trentennale”, organizzò e gestì una serie di corsi di tecniche di sopravvivenza in natura.

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