Di alcool, sesso e cruda realtà: Charles Bukowski
Il 9 marzo del 1994 la leucemia stroncò Charles Bukowski, simbolo di generazioni di outsiders e di una letteratura fuori dagli schemi
Indiscusso esempio di genio e sregolatezza, Charles Bukowski è collocato ai vertici della migliore letteratura del 900, nonostante uno stile del tutto inedito e duro. A differenza dei suoi predecessori, da cui il celebre scrittore e poeta ha tratto ispirazione, Bukowski viene oggi ricordato per l’estremo realismo che emerge dalle sue opere, rendendo lo scrittore capace di afferrare ogni minima sfumatura di quanto scritto, trasportandolo talvolta in mondi e contesti del tutto diversi rispetto a quelli standard che la società ci impone.
Così come Fante e Burroughs, Charles Bukowski si orienta verso un tipo di narrazione sconnessa e quasi maleducata, maggiormente orientata verso l’introspezione del personaggio, intento a gestire situazioni al contempo surreali ed estremamente concrete. Ciò che Bukowski scrive nelle sue poesie e nei suoi romanzi è vita vera, dura e cruda, pagine e pagine di sensazioni ed emozioni non immaginate ma provate sulla propria pelle: i temi prevalenti dei suoi scritti, alcol, sesso, droghe e scazzottate, sono ben noti allo scrittore stesso, che durante la sua esistenza non ha tralasciato nessuna esperienza di vita.
Sin da giovane, Charles ha assaporato qualsiasi aspetto che il mondo potesse offrirgli, cambiando scuole, città, orientamento politico, religione, gruppo di amici ed una innumerevole quantità di donne. L’estrema varietà delle occasioni vissute lo ha portato all’incontro/scontro con uno dei punti saldi della sua vita, l’alcool, trasformato in musa, sostegno e dipendenza.
Diventato con i suoi scritti simbolo della Beat Generation, etichetta rigettata più e più volte da Bukowski stesso, lo scrittore ha fatto la storia della letteratura americana contemporanea, rivoluzionando i classici paradigmi letterari. Ad oggi, non vi è libreria casalinga che non ospiti almeno uno dei libri di Charles Bukowski, primo fra tutti Pulp, il più conosciuto, ritenuto il suo capolavoro finale: dopo aver terminato Pulp, infatti, Bukowski è stato colto da una leucemia fulminante, che lo ha portato via il 9 marzo del 1994, ponendo fine a una vita vissuta pienamente, in tutti i suoi aspetti.