la XXII edizione della rassegna marchigiana dedicata a Franco Enriquez. Il 20 e 21 agosto protagonista Gabriele Vacis; il 30 agosto la cerimonia del Premio con Andrée Ruth Shammah, Lino Guanciale, Gianni Forte, Milena Vukotic, Giuliana De Sio e gli altri vincitori dell’edizione 2026.
Il Festival e Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo ha scelto per la sua XXII edizione il tema «Il teatro una via per la pace». La manifestazione, iniziata il 15 luglio, proseguirà fino al 30 agosto 2026 al Teatro Comunale Cortesi di Sirolo. Il programma riunisce spettacoli, incontri, mostre e laboratori nel segno della concezione civile del teatro di Franco Enriquez.
Fra gli ospiti principali figura Gabriele Vacis. Il 20 agosto, alle 21.30, il regista interviene al Teatro Cortesi in un incontro dedicato alla guerra. Il giorno successivo, sempre alle 21.30, presenta con la Compagnia PoEM Sette a Tebe, tratto da I sette contro Tebe di Eschilo. La drammaturgia e la regia sono di Vacis, mentre Roberto Tarasco firma scenofonia e allestimento.

Nello spettacolo il coro dei cittadini di Tebe assiste all’assedio della città. Il conflitto esterno coincide progressivamente con quello interno alla comunità e alla famiglia, fino allo scontro fra Eteocle e Polinice. Il testo di Eschilo viene accostato a materiali contemporanei, dati sulle armi moderne e riferimenti a Bertolt Brecht, Sun Tzu e James Hillman. Parola, danza, movimento e suono affidano agli interpreti di PoEM una riflessione sulla guerra.
A Gabriele Vacis e alla Compagnia PoEM sarà assegnato anche il Premio Franco Enriquez 2026 nella sezione dedicata alla regia e alle giovani compagnie proprio per Sette a Tebe. La motivazione definisce lo spettacolo «un grido di denuncia contro tutte le guerre» e riconosce nei giovani attori la voce di una comunità.
La presenza di Eschilo caratterizza anche altri appuntamenti. Il 7 agosto il Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” ha presentato I Persiani, con la regia di Aldo Conforto: la battaglia di Salamina raccontata dalla parte degli sconfitti, con l’attenzione rivolta al dolore della corte persiana. Anche la compagnia calabrese riceverà il Premio Franco Enriquez 2026.
Il 29 agosto sarà invece rappresentata Elettra, con Micol Pambieri, Elisabetta Arosio, Melania Fiore e Vinicio Argirò, per la drammaturgia e la regia di Giuseppe Argirò. Il mito viene interrogato attraverso i temi della vendetta, della memoria e del rapporto fra legge e giustizia.
La manifestazione si concluderà domenica 30 agosto, alle ore 21, con la cerimonia della XXII edizione del Premio Nazionale Franco Enriquez, dedicato a un teatro, un’arte, una letteratura e una comunicazione di impegno sociale e civile. La serata sarà presentata da Alvin Crescini.
Il Premio alla carriera per la regia sarà assegnato ad Andrée Ruth Shammah. Lino Guanciale riceverà il riconoscimento come migliore attore per Miracolo a Milano; a Gianni Forte andrà il Premio per la drammaturgia 2026 per Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo. Fra gli altri premiati figurano Giuseppe Argirò, Giorgio Felicetti, Milena Vukotic e Giuliana De Sio, migliore attrice per il ruolo di Arkadina ne Il gabbiano di Čechov.
Saranno premiati inoltre lo Spazio Diamante di Roma; Emilio Russo e Andrea Mirò per Ahi Maria!, dedicato a Rino Gaetano; Roberto Valerio per la regia de Gli innamorati di Goldoni; Alessandro D’Ambrosi per il cortometraggio Nostos; Fabiana Iacozzilli per Oltre; l’Associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” per I Persiani; Valeria Milani Comparetti per il volume Don
Il Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez affida al teatro una domanda che riguarda direttamente il presente: come rappresentare la guerra e restituire alla parola una funzione civile. La presenza di Gabriele Vacis, il confronto con la tragedia greca e le scelte del Premio delineano una concezione della scena come spazio di responsabilità, memoria e confronto.

