24 Giugno 2026
L’intimidazione in una delle sedi di Sicily by car è solo l’ultima di una serie che va avanti da mesi. Dalla fine del 2025 si sono intensificate le intimidazioni in stile mafioso, in qualche occasione anche fin troppo plateali


L’intimidazione in una delle sedi di Sicily by car è solo l’ultima di una serie che va avanti da mesi. Dalla fine del 2025 si sono intensificate le intimidazioni in stile mafioso, in qualche occasione anche fin troppo plateali.

Tommaso Dragotto, patron di Sicily by Car, ha subito un’altra intimidazione. Questa notte a Villagrazia di Carini tre uomini hanno fatto irruzione nella sede e, spargendo della benzina, hanno dato fuoco a una ventina di auto. Questo evento si inscrive in una serie di atti intimidatori che stanno emergendo sempre più di frequente negli ultimi mesi.

Già a marzo di quest’anno sono stati sparati trenta colpi di kalashnikov nella sede in via San Lorenzo della più famosa azienda di autonoleggio siciliana. Secondo la procura di Palermo si potrebbe configurare il reato di intimidazione in stile mafioso.

Dragotto, dopo l’attacco di questa notte, dichiara di non aver ricevuto richieste di pizzo e, in ogni caso, non si piegherebbe all’eventualità di assecondarle. Anche Renato Schifani, presidente della Regione e Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, hanno fatto delle dichiarazioni pubbliche a riguardo. Entrambi chiedono di far luce sull’accaduto e confidano nelle indagini delle forze dell’ordine. In ogni caso la situazione, a Palermo e provincia, è tesa.

Sin dalla fine dello scorso anno si sono intensificate le intimidazioni contro alcuni esercizi commerciali. Il 24 novembre dello scorso anno a Sferracavallo in una notte un incendio doloso ha danneggiato undici barche e, poche ore dopo, sono state ritrovate davanti ad alcuni esercizi commerciali delle bottiglie di benzina con su scritto «5000 euro». Un gesto plateale, che farebbe pensare a un gruppo di cani sciolti. La prassi vuole che venga apposta della colla nella serratura del lucchetto delle varie attività. Anche in questo caso i commercianti hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta e che, comunque, non si piegherebbero.

Non finisce qui, perché sempre a marzo di quest’anno, nella notte tre uomini incappucciati a bordo di una Fiat panda rossa rubata hanno aperto il fuoco contro un ristorante. Dopo qualche ora l’auto è stata ritrovata nel quartiere Zen dalle forze dell’ordine.

A Palermo si respira un clima di tensione e, complici alcuni scarceramenti di boss, come quello di Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore “barone” di San Lorenzo per l’attentato a Sferracavallo dello scorso novembre. Una situazione tutta da chiarire che, al momento, favorisce un clima di incertezza e paura.

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