17 Luglio 2026

Il divario tra il “paese reale” (fatto di inflazione, salari bloccati, e incertezza) e la comfort zone (il recinto autoreferenziale in cui spesso si muove la classe dirigente) è diventato un tema centrale.

Vorrei che i nostri politici selfisti, taglianastri e presenzialisti di professione, già occupati a come organizzarsi per le prossime elezioni, perdessero mezz’ora del loro prezioso tempo per leggere con il cuore, prima ancora che con gli occhi, l’ultimo Rapporto Caritas sulle povertà.

Forse sarebbe loro d’aiuto a capire la distanza che c’è tra il paese reale e la ‘comfort zone’ dove molti di essi vivono. Di seguito trovate un breve riassunto e ancora grazie a Caritas e a tutte le opere di #misericordia per esserci.

PS: il prezzo del carburante è anche oggi di circa 2 euro al litro.

RAPPORTO CARITAS

Nel file CI_Report_2026_completo_15Giugno2026.pdf (che contiene i dati consolidati relativi all’anno precedente), viene citato il dato ufficiale dell’Istat per inquadrare il fenomeno a livello nazionale.

In Italia, gli individui che vivono in condizioni di povertà assoluta (“totale”) sono circa 5,7 milioni il che corrisponde a quasi un residente su dieci (circa il 10% della popolazione). Questi individui appartengono a oltre 2,2 milioni di famiglie che non dispongono delle risorse minime necessarie per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile e dignitoso.

Il Rapporto di Caritas Italiana sulla povertà ed esclusione sociale (intitolato “Fuori campo. Lo sguardo della prossimità”) delinea una situazione complessa e allarmante, in cui il disagio economico si fa sempre più profondo, duraturo e strutturale.

Ecco i dati e i punti decisivi e derimenti emersi dal report:

1.⁠ ⁠Numeri da record e povertà cronica

•⁠  ⁠Record di assistiti: La rete Caritas ha supportato oltre 282.000 persone (corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari), segnando il dato più alto mai registrato. Rispetto a dieci anni fa, l’aumento delle persone che chiedono aiuto è vicino al 50%.

•⁠  ⁠Dall’emergenza alla cronicità: Non si tratta più di un problema temporaneo. Oltre un assistito su quattro si trova in uno stato di povertà stabile e prolungato (povertà cronica). Il numero medio di incontri annuali per ogni assistito è quasi raddoppiato rispetto al 2012, segno che i problemi sono più difficili da risolvere.

2.⁠ ⁠Le categorie più colpite

•⁠  ⁠Famiglie con minori e anziani: Oltre la metà delle richieste d’aiuto arriva da nuclei familiari con figli minorenni. Al contempo, si registra un forte aumento degli anziani soli, spesso intrappolati nell’isolamento sociale e nella difficoltà di curarsi.

•⁠  ⁠Il lavoro povero (Working Poor): Avere un impiego non basta più a proteggere dalla povertà. Cresce la quota di lavoratori (spesso con contratti part-time, precari o a basso salario) che non riescono a coprire le spese quotidiane o a far fronte a spese impreviste.

3.⁠ ⁠Una povertà “Multidimensionale”

Il disagio non è quasi mai solo economico (mancanza di reddito):

•⁠  ⁠Oltre la metà degli assistiti somma almeno due o più forme di fragilità (lavoro, casa, problemi di salute, isolamento).

•⁠  ⁠I problemi legati alla casa (subaffitti, sfratti, sovraffollamento) e i bisogni sanitari (persone che rinunciano a visite ed esami perché non possono permetterseli) sono in fortissimo aumento.

4.⁠ ⁠Nuovi focus del Rapporto: Azzardo, Donne e Povertà Energetica

Il report approfondisce alcuni fenomeni sociali specifici:

•⁠  ⁠Il boom dell’azzardo di massa: La spesa degli italiani nei giochi d’azzardo (fisici e online) ha raggiunto la cifra record di 157 miliardi di euro nel 2024. Il report evidenzia una correlazione inversa: l’azzardo pesa e distrugge molto di più i bilanci delle famiglie a reddito medio-basso e nelle regioni più povere.

•⁠  ⁠Donne e violenza: Oltre il 70% delle donne che si sono rivolte alla Caritas vive la povertà come effetto di violenze subite. Di queste, il 76% non gode di alcuna autonomia economica, elemento che rende difficilissimo uscire da contesti domestici abusivi.

•⁠  ⁠Povertà Energetica: Nonostante il calo dei prezzi energetici dopo le grandi crisi, più di 2 milioni di famiglie non riescono a riscaldare o raffrescare la casa o a pagare le bollette, un problema aggravato dalla riduzione progressiva dei bonus sociali.

In sintesi, la Caritas sottolinea che la povertà in Italia non è più un’eccezione passeggera ma una condizione strutturale, che richiede riforme di sistema (su salari, casa e sanità) e non semplici bonus o interventi emergenziali.

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