Pubblicato: lun, 4 Nov , 2013

Strage di Lampedusa: nasce il ‘Giardino della Memoria’

Piantati 366 arbusti della macchia mediterranea in ricordo delle vittime del naufragio del 3 ottobre

giardino della memoria_lampedusaA distanza di un mese esatto dalla tragedia dei 366 migranti morti in mare a Lampedusa nasce “Il Giardino della Memoria”. Trecentosessantasei piccoli piccoli arbusti (scelti tra le specie autoctone e messi a disposizione dall’Azienda foreste demaniali della Regione siciliana) e altrettanti lumi accesi, accompagnati dai rintocchi della campana nautica in memoria delle vittime del naufragio del 3 ottobre: con questo gesto simbolico, domenica scorsa il Comune di Lampedusa e Linosa ha voluto ricordare i migranti scomparsi nel Canale di Sicilia.

«Una giornata in cui Lampedusa – ha affermato il sindaco Giusi Nicolini – continua a essere di esempio affinché l’Italia e l’Europa adottino politiche migratorie nuove e civili, improntate al principio dell’accoglienza e del rispetto dei diritti umani».

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Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Legambiente, gestore della Riserva naturale orientale dell’Isola dei conigli, e con il coinvolgimento di tutte le realtà che hanno partecipato alla rete dei soccorsi e dell’accoglienza. «Quello di domenica – continua il sindaco Nicolini – è stato un rito di memoria e di speranza. È stato il saluto di Lampedusa a quei ragazzi, i nostri ragazzi, ma anche a tutti i naufraghi di cui non si è mai avuta notizia, vittime della profondità del mare e avvolte dal silenzio. […] Abbiamo voluto realizzare il “Giardino della memoria” in uno degli angoli più belli della nostra Isola, il nostro paradiso in terra. Quelle piantine saranno messe a dimora e curate con orgoglio e dedizione, perché saranno un segno di vita e di futuro che affonda le radici nel dolore, ma anche nella nostra promessa di impegno».

Presente alla commemorazione dei defunti a Lampedusa, anche il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, per deporre un fiore sulle tombe dei migranti morti in mare e sepolti nell’isola in tombe senza nome. «Insieme al sindaco Giusi Nicolini – ha detto il governatore – vado a pregare su quelle tombe alla vigilia del trigesimo di quel 3 ottobre, quando è accaduta una delle più grandi tragedie della storia dell’immigrazione mondiale. Sono qui per onorare quei morti, ma anche per ribadire che occorre modificare le politiche di immigrazione, che Frontex è fallito, che la politica dei respingimenti non è servita. Bisogna attuare una nuova strategia che non ci consegni più morti e che faccia condividere sul piano europeo la politica di accoglienza superando l’accordo di Dublino».

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