Pubblicato: mer, 23 Apr , 2014

Polemica e retorica sugli 80 euro di Renzi

Il premier con un Tweet ha difeso il provvedimento varato dal governo che è stato oggetto di attacchi da parte di esponenti dell’opposizione di FI e Movimento 5 Stelle.

Una sequenza infinita di proclami e slogan hanno caratterizzato il dibattito politico sulle detrazioni Irpef e relativo decreto che stando al premier Renzi porterà 80 euro netti nelle tasche degli italiani.

Beppe Grillo in un post intitolato “Renzi #figlioditroika” ha demolito il provvedimento, bollandolo come «il cavallo di Troia con cui Renzi vuole entrare in Europa» affermando nel merito del provvedimento che «I chimerici 80 euro saranno solo un miraggio. Cosi come lo saranno per tutti quei lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito fino a 8 mila euro, per i pensionati e per il popolo delle partite IVA, mentre i dipendenti pubblici si vedranno addirittura bloccare l’adeguamento dei contratti, già fermi da 5 anni. Questo non si chiama sostegno, si chiama illusione»

Quali sono i numeri reali? Sono veramente ottanta euro per tutti? Non tutte le critiche sono false, uscendo dalla retorica dei proclami infatti il provvedimento effettivamente non garantirà a tutti i lavoratori gli agognati ottanta euro al mese. Il decreto, chiamato «Per un’Italia coraggiosa e semplice» consta di un bonus in busta paga a partire dal mese di maggio per tutti i lavoratori che percepiscono redditi fino a 26mila euro l’anno.

Le detrazioni maggiori ci saranno per circa sei milioni di lavoratori che percepiscono un reddito compreso tra sedicimila e ventiquattromila euro l’anno.

Per gli altri lavoratori sarà riconosciuto un bonus pari al 4% sull’ammontare complessivo del redditoRap-match-Renzi-e-Grillo se però la dichiarazione non supera i sedicimila euro l’anno. Le detrazioni diminuiranno poi in maniera proporzionale per chi è nella fascia compresa tra i ventiquattromila e i ventiseimila euro.

Numeri discutibili che dimostrano una sostanza parzialmente diversa rispetto ai proclami trionfalistici del governo, i soldi ci sono e si vedranno questo è fuori discussione, ma non le cifre che molti potrebbero aspettarsi.

A far discutere inoltre è la dimensione temporanea del provvedimento, infatti ad oggi stando al decreto i bonus si applicheranno solo per il 2014; per il prossimo anno infatti i dieci miliardi che serviranno a finanziare nuovamente il bonus dovranno essere individuati nella Finanziaria. A testimonianza di ciò anche le dichiarazioni rilasciate dal ministro Pier Carlo Padoan a Ballarò «un’operazione che dà a molte famiglie italiane potere d’acquisto in un momento in cui c’è una ripresa fragile. E servirà per consumare di più ma anche per aumentare la fiducia»che ha affermato che si andrà «dà risorse vere a famiglie e imprese, in tempi molto brevi e con coperture permanenti che andranno a regime dall’anno prossimo»

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