Pubblicato: Mar, 26 Nov , 2024

Palermo e la Pietra d’inciampo per Maria di Gesù.

Un memoriale di memoria e resistenza.

A Palermo, la memoria delle vittime del nazifascismo, della mafia e delle ingiustizie storiche è custodita non solo attraverso monumenti ufficiali e manifestazioni pubbliche, ma anche attraverso gesti simbolici come le pietre d’inciampo. Tra queste, spicca quella dedicata a Maria di Gesù, una delle figure emblematiche che ricorda l’attività antifascista dei siciliani.

Le Pietre d’Inciampo (in tedesco Stolpersteine) sono piccole lastre di ottone incastonate nel pavimento delle strade, in corrispondenza delle case o dei luoghi di residenza di persone che sono state vittime di ingiustizie o persecuzioni. Questo progetto è stato ideato nel 1992 dal künstler Gunter Demnig per onorare le vittime del nazismo in Germania, ma da allora si è diffuso in tutta Europa, Italia compresa, dove le pietre sono dedicate alle vittime di fascismo, mafia, e violazioni dei diritti umani. Ogni Pietra d’Inciampo riporta il nome, la data di nascita, la data di morte e un breve testo che ricorda le circostanze della morte o della persecuzione della persona. La Pietra d’Inciampo non è solo un memoriale, ma un invito alla riflessione quotidiana: chi cammina per strada inciampa su questi ricordi, diventando parte d i un processo di memoria collettiva che riguarda tutta la comunità. Diversamente a Cinisi, le pietre d’inciampo dedicate e Peppino Impastato e alle vittime di mafia non sono commemorative ma raccogliendo pensieri e slogan raccontano una storia segnando il percorso dei cento passi dalla casa di Peppino a Quella del boss Tano Badalamenti.

Ieri in via Turrisi Colonna davanti al civico 7, alla presenza del Presidente Nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo l’istallazione della pietra d’inciampo dedicata all’insegnante partigiana palermitana Maria Di Gesù deportata ad Auschwitz. Con il presidente, l’ideatore dell’iniziativa, il giornalista Leone Zingales, il coordinatore regionale Anpi Ottavio Terranova, il vice presidente Anpi Palermo Armando Sorrentino, il giornalista Giuseppe Lo Bianco, Daniela Di Francesca nipote della partigiana.

Nel cuore di Palermo, la Pietra d’Inciampo dedicata a Maria di Gesù è un segno tangibile della lotta contro il nazifascismo. Installata in un punto simbolico della città, la pietra rappresenta un monumento “a misura di città”, che ricorda a chiunque transiti per la via il coraggio e la determinazione di una donna che ha scelto di opporsi a viso aperto.

La Pietra d’Inciampo per Maria di Gesù, come le altre, non è solo un monumento fisico, ma è un simbolo di un lavoro quotidiano per mantenere viva la memoria di tutte quelle persone che hanno dato la vita per combattere la criminalità e le ingiustizie. Essa invita chi passa per strada a “inciampare” simbolicamente nella memoria, a riflettere sulla sua forza, sulle sue vittime e sull’importanza di non dimenticare mai.

Le Pietre d’Inciampo sono diventate parte integrante della storia di Palermo, città simbolo di un paese che ha dovuto affrontare i suoi mostri interiori e che oggi continua a farlo, sebbene con ancora tante difficoltà. La Pietra dedicata a Maria di Gesù è una di queste voci, una di quelle che ci parla di coraggio e di speranza in una Sicilia che, purtroppo, non ha mai smesso di essere segnata dalla violenza e dalla paura della mafia.

Con questa pietra, Palermo non solo rende omaggio a una delle sue figlie più coraggiose, ma ci ricorda anche che il cammino per la giustizia e la verità è sempre aperto. È un invito a non arrendersi mai, a non cedere al compromesso, e a non dimenticare mai il sacrificio di chi ha scelto di alzare la testa.

La Pietra d’Inciampo per Maria di Gesù rappresenta quindi un’opera di memoria, una forma di resistenza che porta la città e i suoi abitanti a riflettere sul passato, ma anche a interrogarsi sul presente e sul futuro. È un piccolo gesto che, come una pietra, può sembrare insignificante, ma che incide nel cuore delle persone, invitandole a fermarsi, pensare, e ad agire.

Legata alla stessa iniziativa anche la pietra d’inciampo dedicata a Liborio Baldanza partigiano comunisti siciliano vittime del nazismo.

Baldanza, operaio dei Cantieri navali di Palermo, fu trucidato dai nazisti nella marcia della morte. Tra gli organizzatori di uno sciopero che durò ben otto giorni, venne arrestato la notte del 13 marzo del ’44 davanti alla moglie e al figlio di soli otto anni. Poi trasferito a Bergamo, morirà di fame e di fatica il 3 aprile 1945.

Il nostro servizio:

Di

- Pioniere delle radio libere e dell'informazione libera ed indipendente oggi presidente di rete 100 passi, è l'amico di Peppino Impastato che ha fatto proseguire il cammino di Radio Aut con la nuova Radio 100 passi.

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