Pubblicato: sab, 30 Mar , 2013

Muos. Per non dimenticare

Revocata ieri l’autorizzazione, ma. chi devono ringraziare i siciliani? Oggi manifestazione a Niscemi

 

 

di Danilo Sulis

Appuntamento oggi alle 14,30 all’abbeveratoio di contrada Apa, sulla strada provinciale Niscemi-Caltagirone per la manifestazione nazionale contro la costruzione del Muos in Sicilia.
La manifestazione potrebbe non avere più senso dopo che ieri l’Assessore all’ambiente Mariella Lo Bello ha firmato il provvedimento di revoca delle autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto. Ma, rispolverando un vecchio proverbio siciliano: “Megghiu diri chi sacciu, ca diri chi sapeva”, (meglio dire che so, che dire che sapevo).
La vicenda potrebbe non essere finita qui, visto che la base è sotto la totale giurisdizione dell’amministrazione statunitense che nonostante le intimazioni a sospendere i lavori in questo periodo li aveva invece intensificati.
Dopo le scelte coraggiosa del Presidente della regione Siciliana Crocetta, che aveva sfidato sia la superpotenza che il governoNEWS_119046 nazionale, a buttare acqua sul fuoco per aggirare l’ostacolo dei conflitti di competenza era stato il ministro Cancellieri, oggi papabile alla carica di presidente del consiglio. Il ministro aveva sostenuto che si trattava di un ammodernamento degli impianti esistenti, che non avevano bisogno di nuove autorizzazioni, questo motivato anche dal fatto che si trattava di apparecchiature Nato, quindi anche italiane. Non era proprio cosi.
Sempre per non dimenticare, e per ricordarlo ai siciliani di memoria breve tra una elezione e l’altra, il Muos ci è stato regalato dal siciliano Ignazio La Russa, quando nel 2010 era Ministro della Difesa del Governo Berlusconi, che ne autorizzo l’istallazione senza nemmeno portare la questione in Parlamento. Secondo le indiscrezioni di Wikileaks gli americani non erano particolarmente interessati a realizzare le antenne satellitari in Sicilia, anzi, davanti al sì delle autorità italiane sono rimasti stupiti. le autorità americane avevano anche fatto presente che gli altri tre Muos sono stati realizzati in zone desertiche.
Ad aggiungersi al parere favorevole di La Russa era arrivato poi anche quello del Governatore Lombardo, che diede l’autorizzazione sulla base della relazione dei tecnici dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che avevano sostenuto che il muos è pericoloso solo per chi vive a 50-60 chilometri di distanza dalle antenne satellitari, mentre, è stato dimostrato che la pericolosità aumenta con l’aumentare della distanza eche era a riscio anche la zona di Vittoria.
Per tornare ad oggi, il movimento non deve abassare la guardia, avendo come nuovo obbiettivo la rimozione delle 46 antenne istallate nella sughereta di contrada Ulmo dal 1992, che hanno già provocato danni alla popolazione, nel silenzio generale.

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