Matrimoni gay, verdetto della Corte Giustizia UE: Paesi membri obbligati a non discriminare
Giudici Europei aprono ai diritti. Bonelli (Verdi): ”Sentenza storica, l’amore non ha confini”. Vannacci (Lega): ”L’Europa continua a farsi gli affari degli Stati nazionali”. Il caso di una coppia polacca cui non era stato riconosciuto il matrimonio.

«Uno Stato membro ha l’obbligo di riconoscere un matrimonio tra due cittadini dell’Unione dello stesso sesso che è stato legalmente contratto in un altro Stato membro in cui hanno esercitato la loro libertà di circolazione e di soggiorno». Così la Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgue) mette un punto al ricorso di un coppia polacca che, dopo il loro matrimonio in Germania nel 2018, non ha ottenuto la trascrizione del matrimonio nel proprio Paese. Il rifiuto di trascrizione – dice la sentenza – «è in conflitto con il diritto europeo» e lede «il diritto al rispetto della vita privata e familiare».
«È una sentenza storica. Basta discriminazioni perché l’amore non ha confini» commenta il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Per l’europarlamentare leghista Roberto Vannacci, invece, la decisione della Cgue «è il classico esempio di come l’Europa continui a farsi gli affari degli Stati nazionali valicando le singole sovranità». Le forze progressiste fanno pressioni sul governo: «Questa sentenza fa piazza pulita di tanta propaganda che la comunità Lgbt subisce da anni e mette sullo stesso piano legale e valoriale le unioni etero con quelle gay, così come dovrebbe essere» dichiara Carolina Morace, europarlamentare del M5s. Per Alessandro Zan, europarlamentare del Pd e responsabile Diritti nella segreteria del partito, è un altro passo verso la libertà: «La Corte di Giustizia Ue oggi abbatte un altro paletto: se due persone dello stesso sesso si sposano in un Paese europeo, quel matrimonio va riconosciuto anche nel loro Stato d’origine. Ora anche l’Italia introduca il matrimonio ugualitario, unica strada per garantire davvero l’uguaglianza vera fra le coppie».
I matrimoni omosessuali hanno una differenza sostanziale con le unioni civili, l’adozione congiunta. Solo nei matrimoni è concessa. In Europa la situazione è variegata. Mentre già 22 Stati hanno riconosciuto i matrimoni tra persone dello stesso sesso, l’Italia è l’unico Paese dell’Europa occidentale a non riconoscerli, garantendo però le unioni civili sin dal 2016. Come l’Italia anche Repubblica Ceca, Polonia, Cipro, Croazia e Ungheria – dove però i matrimoni omosessuali sono incostituzionali dal 2012 – garantiscono le unioni civili. Soltanto Bulgaria, Lituania, Polonia, Romani e Slovacchia non concedono nulla di tutto ciò.


















