Pubblicato: dom, 2 Apr , 2023

Le coperture di Matteo Messina Denaro

tra fiancheggiatori, omertosi e chi non vuole sapere 

I carabinieri hanno arrestato per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dal metodo mafioso Emanuele Bonafede, nipote del boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede, e la moglie Lorena Ninfa Lanceri. La coppia, secondo gli inquirenti, avrebbe ospitato Messina Denaro nella sua casa di Campobello di Mazara «in via continuativa e per numerosi giorni». Il boss si presentava nell’appartamento dei coniugi, nel centro del paese, puntualmente a pranzo e a cena e trascorreva ore in loro compagnia, entrando e uscendo indisturbato. Bonafede e la moglie controllavano con attenzione la strada, si assicuravano che nessuno potesse notare i movimenti dell’ospite che lasciava l’abitazione solo dopo il loro via libera. Un vero e proprio servizio di vigilanza ripreso dalle telecamere di sorveglianza di diversi negozi vicini alla palazzina della coppia, scoperte dagli investigatori.
Il gip, che ne ha disposto l’arresto, contesta ai due indagati l’aver garantito al capomafia una «prolungata assistenza finalizzata al soddisfacimento delle sue esigenze personali e al mantenimento dello stato di latitanza». La signora, inoltre, sarebbe stata molto legata a MMD, tanto che sembra gestisse pure le comunicazioni con una serie di persone e il boss. Un rapporto il loro che avrebbe smosso le gelosie perfino della cugina di Emanuele, la maestra Laura Bonafede. Figlia dello storico boss del mandamento di Campobello di Mazara, Leonardo Bonafede, e moglie di un altro esponente mafioso di livello, Salvatore Gentile. Anche la maestra sembra fosse in rapporti stretti con Matteo Messina Denaro fino a pochi giorni prima dell’arresto, rintracciati numerosi pizzini sia suoi che della figlia Martina, di cui la primula rossa elogiava la formazione e l’educazione [mafiosa]. L’insegnante inizialmente è stata sospesa per dieci giorni, successivamente la misura cautelare è stata trasformata sine dia: sospesa dall’insegnamento, fino a quando la sua posizione giudiziaria non sarà definita. È stata avviata anche un’indagine disciplinare per accertare le responsabilità della docente e della dirigente scolastica. Diverse perplessità sono scaturite dalle risposte sibilline della dirigente scolastica, la quale avrebbe dichiarato che non era interesse suo se la maestra manteneva un qualche tipo di relazione con MMD nella sua vita privata. Uguale risposta è stata data ai giornalisti presenti all’assemblea pubblica per decidere sul cambio nome del plesso scolastico, in ritardo di soli 27 anni dal ritrovamento del piccolo Giuseppe Di Matteo. All’assemblea, andata deserta da genitori e compaesani, istituzioni e referenti locali non si sono sbilanciati nel rispondere alla stampa sulla vicenda della maestra della scuola dell’infanzia “Capuana-Pardo” di Castelvetrano, distante appena dieci minuti a piedi dalle scuole elementari. Nessuno si è esposto su una problematica tanto grave che ha evidenziato come anche gli incaricati di pubblico servizio e i pubblici ufficiali non prendano le distanze dalle consorterie mafiose. Di fatto, in un paesino di appena diecimila anime, non vi era proprio nessuno che non sapesse. Quei territori sono ancora fittamente permeati dalla cultura consortile. Messina Denaro è sempre rimasto lì e girava indisturbato, protetto dai compagni di infanzia che ben lo conoscevano, parenti, amici, affiliati. Dalle risultanze investigative emerge che MMD si muoveva a viso scoperto e che frequentasse da anni gli stessi luoghi, potendosi recare indisturbato ovunque, dal supermercato al ristorante. 

Il sindaco di Campobello di Mazara lamenta che il paese sarebbe considerato dall’opinione pubblica un contesto fortemente mafioso e quindi ne sarebbe danneggiato. Epico l’intervento dell’immenso Peter Gomez, il quale evidenzia che sono presenti due logge massoniche riconosciute dal GOI in un contesto davvero molto piccolo, peraltro già sciolto due volte per infiltrazioni mafiose e che si appresta al prossimo scioglimento. Appoggi massonici che hanno sostenuto la candidatura dello stesso attuale sindaco, in carica per il secondo mandato. A febbraio 2023 il sindaco è stato sentito presso il tribunale di Trapani, come teste della difesa di un imputato molto particolare, l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, il simbolo degli insospettabili finiti sotto accusa per frequentazioni con i fedelissimi di Matteo Messina Denaro. La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione dell’ex deputato regionale Ruggirello, imputato di associazione mafiosa. Un nome di peso, conosciuto per decenni nel trapanese. Si rileva che nel piccolo contesto di periferia tutti si conoscono e tutti sono fortemente consci del potere del clan Bonafede e dei loro affiliati. Tutti conoscono la maestra Laura, come la figlia Martina. Anche i numerosi fiancheggiatori ed aiutanti di Matteo Messina Denaro sono volti noti nel paese. Il sindaco, però, sostiene che era impossibile sapere, vedere, capire.

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