Pubblicato: Dom, 9 Mar , 2014

Impresa e crimine uniti contro la Stato

L’impressionante degrado del nostro sistema economico, etico, morale e collettivo

brianzaAlla fine del 2013 Legambiente toscana ha diffuso un dossier “Le rotte toscane verso la Terra dei Fuochi”. Alla conferenza stampa, nel corso della quale è stata presentata la relazione sul traffico illecito dei rifiuti, sono intervenuti Rossella Muroni, Direttrice generale di Legambiente, Andrea Bigalli, Coordinatore regionale di Libera, Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente toscana e Claudia Ferri della Fiom Cgil toscana. Vi è stata la partecipazione straordinaria di Piero Pelù.

“La Rifiuti S.p.A. – ha dichiarato il presidente di Legambiente toscana Fausto Ferruzza – si è trasformata in un’impresa globale, che ha interessi in tutto il Paese. Sappiamo ormai con certezza che con i rifiuti c’è chi si è arricchito in modo clamoroso a totale discapito della legalità e in spregio dell’ambiente e della salute dei cittadini. In alcuni casi, addirittura, i rifiuti da smaltire partono dalla Campania per finire proprio in Toscana, che sembra avere un ruolo rilevante nella geografia dei traffici illeciti, anche per lo stoccaggio e il conferimento finale”.

Dalla fine degli anni Ottanta centinaia di tir carichi di rifiuti di ogni genere hanno iniziato il delittuoso traffico dai grandi comprensori industriali toscani, dalle aziende di Viareggio, Pistoia, Livorno, Lucca, Pisa, Arezzo, Firenze, Massa Carrara verso le province di Napoli e Caserta. Dal 2002 le indagini delle procure toscane hanno portato a 92 ordinanze di custodia cautelare e alla denuncia di 388 persone, con il coinvolgimento di ben 40 aziende e società toscane. Ma solo negli ultimi 2 anni sono stati accertati 582 reati, con 778 persone denunciate, 8 persone arrestate e 218 sequestri effettuati. Il maggior numero di infrazioni e reati accertati spetta alla provincia di Firenze con 163, seguita da Livorno, 97, e Siena, 84.

Numeri da Far West, dove scorazzano i bandoleros delle imprese per cui leggi e diritti, alla salute e alla vita, sono intralci alla competitività, dove le amministrazioni locali sono impotenti o almeno inadempienti, dove dominano massoni e colletti bianchi della criminalità organizzata. La tragedia campana è la tragedia dell’intero Paese, dalle Alpi a Capo Passero, misero di principi di convivenza civile.

Dalla fine degli anni Ottanta dunque il sistema imprenditoriale mafioso ha coinvolto massicciamente anche le aziende operanti in ogni parte della Toscana, così come in ogni parte d’Italia. Dalla Toscana 140mila tonnellate di rifiuti urbani ed industriali sono stati avviati verso la terra dei Fuochi, dove i bambini conseguentemente muoiono di cancro. Dalla sola provincia di Lucca, ad esempio ed in soli due anni, sono partiti 5000 tir, con una media di 28 tonnellate a tir.

E’ ancora più recente l’indagine della Procura di Milano, coordinata dall’aggiunto Ilda Bocassini, che ha scoperto la “banca della ‘ndrangheta”: una “nuova mafia” che usa poco le armi e molto i metodi finanziari per riciclare il denaro sporco, non proprio, ma degli imprenditori e delle imprese ritenute rispettabili.

Gli imprenditori della Brianza, simbolo del neoliberismo vincente, affidavano al riciclo dei criminali i consistenti malloppi delle evasioni fiscali, con buona pace del fisco strozzino, e i profitti dell’illegalità. Talora consegnavano le loro belle imprese all’usura ma preferivano e preferiscono, tanto che tacciono omertosamente, farsi ridurre in mutande dalla malavita pur di fottere lo Stato, riciclare i miliardi illecitamente sottratti alla collettività e riutilizzare i capitali costituiti al nero nel circuito legale, grazie all’efficienza mafiosa. 40 le persone arrestate, le attività produttive colluse nei settori edilizio, dei trasporti, della nautica, delle energie rinnovabili, nel commercio, nella ristorazione, negli appalti e nei lavori pubblici e nel marcio del calcio: perfino un amministratore del Genova, squadra di serie A, è finito nell’inchiesta della magistratura.

E’ l’evasione fiscale, l’illegalità così normale ormai, nel materno ventre italiota, il liquido amniotico in cui la creatura criminale si nutre e cresce di sana e robusta costituzione, con solo i calcolabili e moderati pericoli naturali dell’esistenza cui si consente.

Alcuni dati impressionanti della terra dove cavalcano i borghesi, artigiani, industriali, commercianti, liberi professionisti, trafficanti e intraprendenti del sacco continuo. Gli evasori rubano 180 miliardi l’anno. Il fisco ha un credito verso i contribuenti di 807 miliardi e ne ha recuperati solo 69. Il 27% dei contribuenti non paga nulla. Nel 2009, ad esempio, gli italiani hanno speso 918 miliardi dopo averne dichiarati 783 e al lordo.518 soggetti risultano possessori di jet privati pur dichiarando meno di 20.000 euro di reddito l’anno. Il catasto solo in base a una serie di fotografie aeree del territorio nazionale ha rintracciato 350.000 case fantasma, inesistenti nei suoi archivi. Gioiellieri, commercianti, liberi professionisti, padroni di manodopera dichiarano meno dei loro dipendenti e commessi, vivono per il bene altrui, i S.Francesco con ville e yacht. E ovviamente i governi dal 1970 al 2004 hanno varato 32 condoni a favore di tutte le frodi e abusivismi vari, come l’amnistia di Pinocchio “sono un malandrino anch’io”. I campioni “condonisti” naturalmente sono stati il maggior evasore e il suo ministro delle finanze che pagava l’affitto di una sua superlussuosa casa per metà al nero .

E adesso vai col nuovo ,il banditore vociante dei cellulari che cuociono le uova, della Casaleggio Associati, la società che profitta sulle inserzioni e le pubblicità nei blog, colui che afferma impunemente che lo Stato è più pericoloso della mafia.

Un sistema di tal fattura non può che essere propedeutico al crimine e un sistema delittuoso significa la cassazione dello Stato e dunque la fine della civile convivenza. Questa è l’emergenza Italia e questo vorrebbero sentire dire i cittadini ostinatamente onesti, e sono tuttavia tanti, da quanti si candidano al cambiamento

Fulvio Turtulici per Reporter Diffuso

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