Pubblicato: mer, 5 Mar , 2014

Il Venezuela ricorda Chavez

Ricorre oggi il primo anniversario della morte di Hugo Chavez, il controverso Presidente di un Venezuela adesso in profonda crisi politica

chavez3Le autorità venezuelane hanno dedicato la giornata di oggi alla commemorazione di Hugo Chavez, attraverso parate militari e manifestazioni culturali in tutto il paese. Il primo anniversario dalla morte dell’emblematico Presidente arriva tuttavia in un momento fin troppo caldo, dove proprio il chavismo viene rimesso in discussione a causa delle ambigue politiche di Nicolas Maduro.

I conflitti in Venezuela non hanno accennato ad attenuarsi neanche in questa giornata particolare, sottolineando la portata dello scontro in corso che spacca il paese a metà, come sempre a scapito della popolazione. La condotta del Presidente Maduro, sulla carta erede di Chavez, viene ritenuta dall’opposizione discutibile e lesiva per il Venezuela, come dimostra la grave ondata di inflazione che ha toccato le vette del 56%: mentre il Presidente difende le sue posizioni invocando il potere della comunicazione e della mediazione con il popolo, i suoi antagonisti denunciano invece atti segreti di tortura e violenze nei confronti dei contrari al regime, per lo più studenti.

La crisi del Venezuela, tuttavia, non è del tutto inaspettata. Chiunque salga ai vertici del paese dovrà sempre tener conto dell’imponente figura di Chavez e dell’impronta data alle politiche venezuelane, indipendentemente da quanto controverse queste possano essere.

La figura di Chavez, infatti, non è facile da spiegare: un anti-americano di sinistra dalla condotta autocratica quasi dittatoriale orientato verso l’emancipazione del Sud del mondo dal capitalismo dei paesi ricchi, un leader talmente tanto all’avanguardia dal punto mediatico da essere considerato persino ”pop”. Queste poche righe bastano per definire una persona complessa e dal carattere netto, attitudine che gli costerà un ricambio continuo tra i suoi collaboratori, periodicamente datisi alla fuga a causa dell’attitudine ritenuta fin troppo autocratica, ed un numero consistente di nemici, provenienti prevalentemente da Occidente. Parte della controversa fisionomia del Presidente venezuelano stava infatti nel voler stringere rapporti con altre dittature, come Cuba o Iran, al fine di instaurare un mercato alternativo rispetto a quello dettato dalla globalizzazione, pestando così i piedi ai protagonisti del capitalismo.

Il tessuto economico-politico-mediatico creato da Chavez adesso risulta dunque estremamente difficile da gestire o da perseguire, anche per Nicolas Maduro, che ha seguito il suo leader per anni prima di diventarne il successore. La caduta di un capostipite carismatico come Hugo Chavez non può che lasciare il paese nella confusione, soprattutto in un periodo di profonda crisi internazionale come questo: l’invito di Maduro alla mediazione con il popolo venezuelano è un chiaro tentativo di replicare le attitudini del suo predecessore, con risultati del tutto deludenti; il leader venezuelano ha compreso così che il carisma di Hugo Chavez non può essere costruito a tavolino, e che per il suo governo si prospettano mesi difficili.

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