Pubblicato: gio, 1 Mag , 2014

Il primo maggio e la festa dei lavoratori è nel ricordo di Portella della Ginestra

 

consoli

Giuseppe Consoli, Portella della Ginestra 1951 Olio su masonite cm. 125×277

 

Abbiamo scelto l’opera di Pippo Consoli, per ricordare l’eccidio di Portella della Ginestra, una delle stragi più efferate della storia della Sicilia.

Era il 1947 e dopo la guerra si tornava a celebrare la festa dei lavoratori il primo maggio, così diverse migliaia di lavoratori, perlopiù contadini, si radunarono a Portella della Ginestra per festeggiare la vittoria alle elezioni regionali del Blocco del Popolo e per manifestare contro il latifondismo e per la redistribuzione delle terre incolte.

Durante la manifestazione dalle vicine colline i sicari del bandito Salvatore Giuliano aprirono il fuoco sulla folla e persero la vita undici persone. La Cgil proclamo lo sciopero generale e le successive indagini dei carabinieri portarono alla luce i legami tra il bandito Giuliano e la Mafia.

La vicenda si dipinse ulteriormente di tinte chiaro scure quando il ministro degli Interni dell’epoca Mario Scelba smentì le affermazioni di Giuliano circa la matrice politica della strage. Il bandito fu assassinato nel 1950, presumibilmente da Gaspare Pisciotta suo luogotenente, che sarebbe morto poi quattro anni dopo in carcere subito dopo avere affermato di voler rivelare i veri mandanti della strage.

Ad oggi non vi è certezza che a uccidere Giuliano fosse stato proprio Pisciotta.

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