Pubblicato: mer, 12 Feb , 2014

Il pm Di Matteo querela Sgarbi e Ferrara

«È in corso una campagna diffamatoria e di delegittimazione nei miei confronti». Già pronta la controquerela dell’ex sindaco di Salemi
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Il pm Di Matteo

Il sostituto procuratore di Palermo Nino Di Matteo, che rappresenta l’accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia, ha querelato per diffamazione a mezzo stampa Vittorio Sgarbi e i giornalisti Filippo Facci, Giuliano Ferrara ed Enrico Deaglio per una serie di pezzi scritti sulle minacce lanciate al magistrato dal boss Totò Riina durante conversazioni intercettate con il detenuto pugliese Alberto Lorusso.

Secondo il magistrato sarebbe in corso una vera e propria campagna diffamatoria e di delegittimazione nei suoi confronti. Il pm ha querelato anche i direttori responsabili delle testate sulle quali gli articoli sono stati pubblicati: Il Giornale, Libero, Il Foglio e il Venerdì di Repubblica. Ovvero: Alessandro Sallusti; Maurizio Belpietro; il già citato Ferrara e Attilio Giordano.

«Dopo la pubblicazione successiva al deposito processuale delle intercettazioni di numerose conversazioni nelle quali Riina ripetutamente si riferisce alla mia persona anche manifestando la sua volontà di uccidermi – ha detto Di Matteo – paradossalmente è iniziata quella che ritengo una vera e propria campagna di stampa che, partendo dal chiaro travisamento dei fatti, tende ad accreditare versioni che mi indicano quale autore di condotte e comportamenti che non ho mai tenuto. Non posso accettare che si continui a speculare impunemente perfino su vicende che tanto incidono anche sulla mia vita personale e familiare».

Non è tardata ad arrivare la replica di Sgarbi: «Ho avuto decine di querele in gran parte da magistrati. È evidente che il loro piano è prendere soldi da me e soprattutto intimidirmi, minacciarmi, ridurmi al silenzio. Questo è inaccettabile, perciò querelerò io Di Matteo per minacce e abuso d’ufficio».

«Mi sono limitato a dire innanzitutto che non credo che Riina, in carcere da anni, sia ancora tanto potente da ordinare attentati e che secondo me non è in grado di nuocere – ha spiegato – Inoltre che, se crediamo alle minacce, dobbiamo credere anche alle altre cose che Riina dice: cioè che non ha mai fatto nulla con Mancino e che Matteo Messina Denaro ha fatto affari con l’eolico. Ma non mi pare che questi spunti siano stati approfonditi. Cioè alla fine per loro sono credibili solo le minacce a Di Matteo. Io continuo a ribadire che diffondere le minacce di Riina serva solo a rendere credibile l’inchiesta che il magistrato sta facendo. Questa è la mia opinione ed è intollerabile che Di Matteo non tolleri critiche o idee non allineate».

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