Pubblicato: mar, 3 Giu , 2014

Giovani Medici: al via la campagna #svoltiAMOlaSANITÀ

Al via con una mobilitazione nazionale la Campagna nazionale #svoltiAMOlaSANITÀ, ideata e promossa dall’Associazione Italiana Giovani Medici

La mobilitazione nazionale dei Giovani Medici si è svolta in diverse città italiane con presidi e Flash Mob presso le sedi universitarie e i relativi policlinici. A Palermo il flash-mob si è svolto presso l’ingresso delle Aule Nuove in via Parlavecchio al Policlinico Universitario Paolo Giaccone. Oltre ai temi della mobilitazione nazionale specializzandi e studenti di medicina di Palermo hanno protestato per la grave situazione degli specializzandi con contratto regionale

Al fine di imprimere una svolta alla sanità Italiana e per non depauperare il SSN si rivendicano in tutto lo stivale: una adeguata programmazione del fabbisogno di medici e di specialisti nonché di altri professionisti sanitari; accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia basato su numero programmato, criteri oggettivi, trasparenti e meritocratici; stanziamento di fondi per la formazione post-laurea di area sanitaria per medici e profili non medici; rilancio della formazione post laurea di medicina generale e valorizzazione dei corsisti; indizione del Concorso di accesso alle scuole di specializzazione in tempi rapidi e certi; scongiurare il pericolo di utilizzo dei medici specializzandi quali “tappabuchi” in risposta alle carenze di organico del Servizio Sanitario Nazionale; immediato sblocco del turn-over e stabilizzazione dei precari; valorizzazione dei giovani professionisti della Salute attraverso il conferimento di maggiori responsabilità; introduzione di criteri di misurazione dei risultati, iniziando a premiare il merito e promuovendo l’accountability e la trasparenza; adozione di un sistema di progressione della carriera non più prevalentemente fondato sul criterio dell’anzianità di servizio, bensì su merito e produttività; adozione di modalità trasparenti e meritocratiche per le selezioni concorsuali e per l’accesso agli incarichi; compartecipazione alla definizione delle politiche professionali e previdenziali.

Temi complessi e di difficile risoluzione quelli oggetto della mobilitazione odierna, sembra dunque evidente e necessario un approccio sistematico alle criticità strutturali del settore, che possa tener conto prima di tutto delle esigenze della sistema della sanità e dei pazienti e poi degli studenti che rappresentano la classe medica del futuro del nostro paese.

Si può essere più o meno ideologici nel considerare i vari problemi relativi al mondo accademico, ma l’errore più grave che questo governo non dovrà fare sarà quello di affrontare la questione attraverso spot elettorali e finte riforme che in passato sono servite solo da cornice ai tagli al sistema dell’istruzione universitaria e a tagli dei servizi pubblici essenziali in favore di meccanismi privati alternativi.

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