Pubblicato: gio, 28 Ago , 2014

Firmato il decreto sicurezza e salute per lo spettacolo

Delusione e disaccordo della CGIL

palco dissestatoCon il decreto emanato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro della salute e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, si conclude il percorso iniziato con il “Decreto del Fare”.
Dal 12 dicembre 2011 al 22 luglio 2014, più di 2 anni per arrivare ad una firma, due Ministeri che hanno finalmente colmato in parte il vuoto normativo che il T.U. sulla Igiene e Sicurezza del Lavoro si portava dietro dalla sua nascita.
SLC‐CGIL ha appoggiato fin dall’inizio ogni iniziativa finalizzata alla nascita di una norma realmente utile per il settore e si è posta a favore della creazione del TITOLO IV BIS per la definizione dei cantieri nel mondo dello spettacolo, per cui siamo soddisfatti del percorso, meno del contenuto: un decreto per la sicurezza degli spettacoli cinematografici, teatrali e musicali licenzia in poche pagine un mondo vasto, che va dal Teatro alla Televisione passando per la musica e le fiere, ma che di fatto sarà applicabile solo nell’ambito dei cantieri per i palchi dei concerti live (d’altronde la decretazione prese le mosse dagli incidenti luttuosi dei palchi di Trieste e Reggio Calabria).
E pure in quel ristretto ambito riscontriamo lacune enormi, che ci sembrano funzionali a quelle lobby che si sono scatenate per il timore di arrivare a regole certe mentre importantissimi emendamenti da noi proposti venivano rigettati dai tecnici del ministero senza fornire giustificazioni o adducendo che non era nel loro mandato.
Emendamenti di carattere strutturale per dare delle regole certe al sistema di lavorazione che ha creato i disastri sopra citati.
Ad aggravare la parzialità del testo basta citare l’improvvisa nascita del Titolo II riguardante le FIERE, dopo una riunione informale di una ben precisa associazione di imprese con il tecnico incaricato del coordinamento dei lavori.
Ultimo punto dolente è l’entrata progressiva in vigore della norma indicata in 24 mesi. Pertanto resta esclusa sistematicamente dalla norma tutta l’EXPO2015 compreso il suo allestimento.
Non possiamo pertanto condividere il tono trionfalistico e di vittoria di Assomusica che si ascrive il merito di aver contribuito al testo, alla quale ricordiamo i tanti punti da chiarire: la gestione dei contratti di appalto, la responsabilità solidale in capo alla sicurezza, i tempi di pagamento, la corresponsabilità nell’interposizione di manodopera.
Non permetteremo che il testo rimanga così com’è.
Ora possiamo dire d’avere un punto di partenza, una sorta di punto zero perfettibile e migliorabile.
L’unica certezza che abbiamo è che c’è ancora molto da fare e che siamo aperti a qualunque confronto reale, onesto, che veda come oggetto unico le regole per un settore come il nostro che abbisogna di dignità per tutti gli operatori, LAVORATORI in primis.

COMUNICATO

p. SLC CGIL ‐ Area Produzione Culturale
Umberto Carretti

 

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